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Dascha e il suo maglione colorato

Dascha era una ragazza che viveva ai confini della realtà , su castelli costruiti con bustine di zucchero ai margini di una vita che non le piaceva affatto.
Una vita dove le era stata tolta la liberta di esprimersi in quanto persona in primis e come singolo essere umano . Così essa si era rifugiata in un mondo di autoctone fantasie dove poteva distaccarsi dal mondo reale e costruirsene uno proprio , uno migliore di quello che in realtà era attorno a lei che a suo modo di vedere era grigio e spento . In quei giorni tra l’autunno e la primavera Dascha passava le giornate a guardare la flebile luce del sole che passava attraverso le ragguardevoli nuvole sulla terrazza e si chiedeva dentro di se il perchè di un destino così nefasto nei suoi confronti . Appena lo pensava aggiungeva (mentalmente parlando ) una bustina di zucchero alla realtà circostante , così addolciva il mondo ed iniziava a fantasticare. Si immaginava di essere una principessa , ma non una principessa qualunque che aspetta di essere baciata dal suo principe e se ne sta tutto il giorno davanti allo specchio a pettinarsi i capelli . Ella immaginava di essere una sorta di principessa/paladina delle ingiustizie sociali , di scendere in campo per il bene dei suoi amici e della gente più sfortunata che conosceva e anche quella che non conosceva affatto . Così la sua mente viaggiava nei più fantastici mondi , dove dopo aver salvato delle vite e aiutato delle persone veniva anche premiata e riconosciuta , insomma era sotto i riflettori non come nel mondo vero dove veniva scartata e ripudiata per il solo fatto di cercarsi un proprio spazio vitale . Ma nella vita quella vera si aggrappava ad una sola cosa , un maglione , si avete capito bene un maglione tutto colorato che gli aveva regalato la signora della boutique dove abitava prima . Dascha quando aveva solo 12 anni e la signora era andata in pensione prematuramente per una malattia la aiutava nelle faccende domestiche , così la gentile signora le regalò questo bel maglione dicendogli che quando sarebbe stata più grande lo avrebbe potuto indossare e che nelle sue larghe maniche avrebbe potuto rifugiare le mani ogni volta che sentiva freddo , sia nell’anima sia nel corpo. Così Dascha faceva , ogni volta che tornava alla sua realtà e magari si alzava il vento portava le mani dentro le maniche e le stringeva forte chiudendo gli occhi , sperando di vivere ancora bei momenti come con quelli della signora della boutique .

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Un “urlo” terapeutico

Prendetevi due minuti del vostro tempo , se state vivendo un momento difficile della vostra vita , un momento in cui tutto quelllo che fate o che dite vi sembra vano e che la vostra voce che vi è più vicina all’animo non è sentita nei gesti e nelle parole da nessuno . Io perlomeno a volte mi sento così , incompreso , malcapito ecc..
Bene ora in questi due minuti se avete l’oppportunita chiudetevi in una stanza e assicuratevi che attorno a voi non ci sia nessuno . Chiudete anche tutte le finestre ,e poi beh urlate qualcosa ! Ma qualsiasi cosa , a squarciagola , bastano 3 secondi . Qualcosa di nosense o qualcosa che appartiene alla vostra vita , vedrete che è molto liberatorio e gratificante .
Io l’ho fatto stamattina , e appena ho potuto sono venuto qua a scriverlo perchè volevo condividerlo con voi . Ho urlato una cavolata ma questo mi è bastato per liberarmi per un momento da situazioni di stress che in questo momento sono all’angolo della mia vita .
Certo non tutti possono permetterselo di farlo , soprattutto chi vive in citta e in degli appartamenti ma già il solo pensiero di poterlo fare secondo me allieva un po’ lo stress (per chi è stressato naturalmente , non dico che siete tutti sclerti come me eh )

Ora vi chiedo : voi cosa urlereste se lo potreste fare ? così a squarciagola al cielo o chiusi in un bagno
Scrivetelo qua sotto nei commenti !

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Il coraggio di una tigre o di un leone

Vedete queste due immagini ? Raffigurano una tigre e un leone , sono in un momento di relax sto ascoltando :


che mi rilassa e calma la mente questo motivo e non so il perchè .

Comunque a volte vorrei avere il coraggio di questi 2 felini nella vita , e stoppo un attimo la musica per concentrarmi meglio .


Non so il perchè ma ho mille progetti in testa alcuni irrealizzabili altri meno che non basterebbe una vita intera per metterli al mondo , sta di fatto che mi manca quel senso di metterci il primo mattone e un po’ di calcestruzzo per iniziare a farli diventare reali e a costruire non un muro come sono abituato a fare ma un percorso vero e proprio. Una strada tutta mia dove poterci calpestare i piedi e passo dopo passo metterci un altro mattone e camminare , camminare , camminare . Vorrei avere quel senso di determinazione che ha la tigre nel catturare la sua preda , aspettando anche delle ore , avendo pazienza prima di agguantare il suo obbiettivo per poi arrivare al tanto agognato bottino . Ma la nostra vita si sa , è proprio come una giungla , la società è come una giungla fatta ormai di competizione in ogni campo . Devi avere la macchina migliore , il fisico più scolpito , la casa meglio arredata , i vestiti giusti , il taglio di capelli alla moda . Insomma per come la vivo io tutto deve avere un certo standard una certa linea guida che pare sempre più imposta da una grande industria fatta da tante piccole “macchie” che la pensano però allo stesso modo . E se tu non sei fatto come gli altri , se tu ti azzardi ad essere solo “diverso ” sei automaticamente escluso dalle stesse persone che ne fanno parte . Più che in una società di eguali valori e principi sembra di essere in una grandissima setta
Per questo ci vuole il coraggio del leone e della tigre , perchè se per caso ci si ritrova da soli a brancolare della giungla affamati e in cerca di una preda (obbiettivo da raggiungere ) si deve essere pronti , anche aspettando ed avendo la pazienza necessaria ad agguantare il nostro obbiettivo , se poi lungo il cammino troveremo dei compagni simili a noi che incarnano i nostri ideali e non si conformano al sistema , beh ben venga ! L’importante è sempre ovunque ci troviamo camminare con la testa alta !

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Consapevolezze sotto i raggi del sole

Le giornate di sole , quelle belle quando sta arrivando finalmente la primavera , dopo l’inverno che lascia spazio a giornate vive di colori e di luce . Lo so , sono un po’ ripetitivo , avevo già parlato di quanto sia importante il sole ma ormai ho trafitto nello stomaco il pugnale e voglio colpire fino in fondo . O per meglio dire , Icaro con le sue ali di cera vuole provare a volare fino al sole nonostante queste sa che si scioglieranno . Mi sembra che oramai in un mondo dove tutti siamo perduti e nelle mani di chissà quale destino nefasto solo le belle giornate ci possano salvare , una bella passeggiata in un parco , mentre qualche raggio della palla infuocata che sta li a migliaia e migliaia di anni luce risplende sulle nostre ombre dandole un colore più nero e intenso , facendole quasi vivere e donandogli una vita propria . Quelle stesse giornate in cui quella stella che spunta al mattino provi a guardarla con i tuoi occhi ma rischi di accecarti se non porti gli occhiali da sole . Il bello di tutto ciò è che passeranno i mesi ed esso arriverà nelle ore più calde anche a scottarci sulla pelle e noi a lamentarci di quanto fa caldo , ma almeno non saremo tempestati da quel grigiore e da quelle tempeste emotive e non che determinano le nostre giornate . Quando fa brutto tempo d’inverno è triste essere più giù e malinconici del solito , anche se personalmente la cosa che più mi mancherà sarà stare al calduccio sotto le coperte , e mi lamenterò dell’afa eccessiva di notte cercando di dormire e conseguentemente agitandomi nel letto. Ma l’arrivo della primavera e dell’estate non è solo hit estive ripetute una uguale all’altra , è anche sinonimo di cambiamenti e di risveglio mentale secondo me . Ci si risveglia da un letargo di pensieri su cui ci si è rannicchiati per troppo tempo e il sole che non è più coperto dalle nuvole questo si , ci aiuta a ricordarcelo . E’ un po’ come se le promesse fatte a noi stessi per l’ultimo dell’anno ma che fino ad ora non ne abbiamo mantenuta nemmeno una ( almeno personalmente ) prendessero più consapevolezza e vita , e noi che le abbiamo seminate finalmente grazie ai raggi solari iniziano a germogliare .

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Hanno ucciso il piccolo Ken Saro Wiwa che abitava dentro di me .

Per carità non voglio paragonarmi a lui e alle sue battaglie , io sono nulla in confronto ad esso . Ma anche io , nel mio piccolo mi sento un po’ scrittore un po’ attivista e un po’ poeta , anche se mi leggono 4 gatti .
Eppure sono stato ucciso anche io , non fisicamente ma moralmente e mentalmente . Ma chi mi ha ucciso ? La società , con il suo silenzio e la suo indifferenza con la sua giustificazione a cercarmi solo quando mi deve vendere un suo prodotto da comprare e a tutelarmi solo come consumatore . Poi la famiglia , anch’essa con il suo silenzio e il suo moralismo da quattro soldi da facciata , perbenismo che pare di prima impressione innocuo ma che nasconde una lama dalla parte del manico e si nasconde ovviamente dentro una densa cortina di fumo . Certe ingiustizie le viviamo tutti e io mi vorrei fare portavoce di esse , vorrei liberare le persone dal grande peso che vivono a sentirsi sole , infondo anche io mi sento solo , anche se qualcuno vicino lo ho e sono il mio terapeuta e il servizio del csm , e non posso non riconoscerlo e dirgli ovviamente GRAZIE.
Sono stato ucciso si , qualcosa è morto ma qualcosa dentro ora è anche nato , perchè ogni volta che muore un fiore un altro ne nasce .

Mi accolgo nel silenzio
Di un grido che è già segretezza
di una parte che dentro è già deceduta
ma al chiarore del mio mattino
nel regno del caos
re inizierò
a muovere le mani
e ad agitare le mie braccia
giacche io
nel mio tumulto
risplenderò
nella luce del mio indelebile cammino
.

Poesia mia

Ma chi era Ken Saro wiwa ?

Fu uno scrittore, poeta e attivista nigeriano. In pratica arrivo ad organizzare una manifestazione di 300.000 persone caratterizzata da metodi non violenti , per combattere l’inquinamento petrolifero causato dalle multinazionali presenti nell’aria del delta . Nel novembre 1995 con l’ingiusta accusa di aver incitato all’omicidio di alcuni esponenti oppositori al MOSOP (movimento per la sopravvivenza del popolo ogoni ) di cui era era promotore , venne impiccato .

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Dear my Friend

Caro amico mio , ho da poco bevuto un caffè e fumato una sigaretta anche se è tardi mi piace sorseggiarlo gustandomi il suo sapore concedendomi poi qualche tiro di fumo , poi mi ispira a scrivere. Prima fino a poco fa ero seduto di ritorno dalla città deluso e amareggiato da certi comportamenti e dalla vita , stavo per mettermi a piangere non ce’ niente di male nel farlo , ma ora no non è il momento poi ho deciso di mettere giù questo pezzo e tutto è cambiato e lo voglio dimostrare a me stesso e alle persone che mi stanno attorno . Anche se la vita a volte sembra giocarci dei brutti scherzi e sembra metterci dei paletti contro noi stessi non ha importanza , dobbiamo salire la montagna e accendere quella fiamma e farla divampare , divampare il fuoco e farlo ardere dentro di noi . Magari qualcuno che sta leggendo le mie parole oggi avrà avuto una brutta giornata , e si sarà sentito come me in quel viaggio di ritorno dalla città , ma questo non importa perchè ciò che importa è trovare qualcosa che di più uno ama fare . Io questo qualcosa sono quasi sicuro di averlo trovato nella scrittura , mi concentro mi fa sentire lucido , vivo , attento , conforme ai miei ideali . Anche se ho pochi followers qua sul blog non mi importa , perchè la cosa più importante per me è sentirmi libero di esprimere me stesso e il mio pensiero . Quindi amico mio se ti senti abbattuto , perchè la vita magari ti ha fatto un torto sei libero ti sentirti così , ma impara anche ad accendere quella fiamma , verso la montagna oscura che tutti noi dobbiamo scalare giorno dopo giorno . Quando scrivo una mail anche formale e quando scrivo qua io mi sento gratificato e soddisfatto ed è una bellissima esperienza , ringrazio la vita per avermi dato questa opportunità perchè vale più dei 100 schiaffi che ho preso nella faccia nel corso del tempo. Ricordo poi che nei momenti di depressione più acuta fino a qualche mese fa (questa è una cosa che ho sempre voluto dire ) il momento in cui scriverò era un momento perfettamente idilliaco in cui tutti i sintomi sembravano sparire , per poi sprofondare ahimè di nuovo nel baratro , ma in quel momento mi sentivo veramente padrone della mia vita. Infine quello che voglio dirti è quello che anche se può sembrare banale è di non abbandonare mai i tuoi sogni i tuoi progetti e i tuo desideri , qualunque essi siano perchè sono le cose che più ci fanno sentire vivi e legati alla vita stessa più di un legame familiare o amoroso secondo me perchè fanno parte di noi stessi e del nostro modo di vivere .

Vi lascio con un video molto bello :

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La grande “Democrazia” del mondo di internet , in contrapposizione alla “dittatura” televisiva

“Dittatura” , questo è un termine che voglio usare come provocatorio , rispetto a quello che è internet al mondo di oggi . Ci ritroviamo infatti a fare i conti sul web con una realtà , a dispetto della realtà stessa , dove ognuno ( giustamente ) può manifestare liberamente le proprie opinioni e crearsi quasi una “piazza” virtuale dove essere seguito . Non che lo si possa fare nella realtà , ma sfido chiunque ad andare in una piazza vera , a dire la propria su qualsiasi tema odierno e crearsi una folla intorno a se con tanto di applausi al posto dei likes . La mia vuole soltanto essere una riflessione , uno spunto su ciò che è la realtà al giorno di oggi . Fino a poco tempo fa , l’unico mezzo che avevamo per scambiarci le opinioni con gli altri esseri umani era lo schermo televisivo . Oggi essa continua ad esistere , e sembra che solo alcuni possono partecipare ad un scambio di idee e di informazioni , personaggi pieni di botox sulla fronte , mille luci e riflettori addosso , mentre noi sui nostri comodi divani ad ascoltare ragionamenti per lo più “comodi” al sistema e mai scomodi al sistema stesso . Tutto infatti sembra pilotato , non dico che si dovrebbe dare spazio a certe “fake news ” o per quanto riguarda il contesto e il momento in cui viviamo a no vax . Ma per quanto mi riguarda vedo un velo in essa , una sorta di nebbia che per esempio su piattaforme come youtube dove ognuno e libero di aprirsi un canale e di parlare un po’ come gli pare , qui si ha l’idea che molte tematiche di natura umanista per esempio non vengano affrontate , o perlomeno di disagio sociale .
Infine come esseri umani , e come cittadini italiani , abbiamo i compito di essere parte attiva della società , non passivi di fronte a questi teleschermi che ci propinano programmi che ci bruciano letteralmente i neuroni . Abbiamo il compito di informarci , se la società stessa non lo fa , non dobbiamo farci trattare ne come soldatini ne come bambini .

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L’ombra della luce.

Il mio destino , quello che sino ad ora si era rivelato inquieto , beffardo ed angusto con me , alla luce del sole , nascondeva un ‘ombra , ed era un ombra alla luce del sole.

Essa, era la scrittura , annidata negli angoli più remoti dell’animo mio , travagliata , ed inopportuna , a tutto ciò che vi era di più conscio nella vita mia.

Non avevo tante amicizie , ne compagnie femminili a cui rivolgermi , solo la compagnia , di una tastiera , e di uno schermo che proiettava le lettere che battevo su di essa . Le parole così , prendevano forma , dalla mia mente , allo schermo , e divenivano realtà , diverse , da quei frutti immaginari , quei costrutti che mi facevo nella mia testa , dove io , ero l’indiscusso protagonista , e che , rimanevano annidati li , nella mente , come vecchie tele di ragno in vecchie cantine abbandonate in cui scorrazzano solo topi ,e qualche rondine dal volo ormai stanco e precipitoso .

E’ cosi come in una sinfonia scritta da qualche compositore famoso , un idea prendeva vita , e , anche solo se me la tenevo per me , tutto ciò , mi rendeva felice , felice di aver perpetuato un immagine , che prima , era germogliata solo nella mia testa , ma che ora ne potevo cogliere , e assaggiare i deliziosi e succosi frutti . Che buon sapore ! , Finalmente , anche io sento di aver costruito qualcosa , non tanto per il mondo , ma per me stesso , per quel me stesso che poi volgerà nel mondo , all’esterno , e si proietterà così in azioni , perlopiù positive , visto che , la scrittura , è parte integrante della mia felicità . E’ l’ombra di un luce troppo accecante , che fino ad adesso ha penetrato il mio mondo , è l’esatto opposto , tutto ciò che mi serviva per darmi equilibrio e per stare bene .

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Una penna e dei Buchi

19 Anni , tanta rabbia dentro , la sfogavo , come già detto in precedenti articoli , spaccando oggetti e dando pugni alle porte . A volte mi ricapita ancora seppur raramente di dare pugni ad esse. Ma io mi sono stancato di essere una voce che urla , e un pugno che spacca e che fa buchi nelle porte , ancora ci sono i segni sulla porta del bagno della mia rabbia e frustrazione , di quei 19 anni che avevo , incompresi , tumultuosi , di quella domanda che mi ponevo spesso , cioè : “chi sono io ?” . Domanda che ho smesso di pormi dopo tanta psicoterapia , perchè ho capito una cosa fondamentale , io sono io , ma io sono un io che cambia tutti i giorni , tutti i giorni sono diverso da quello che ero ieri , anzi ogni secondo sono diverso dal precedente me , ogni secondo abbandono il vecchio per accogliere il nuovo , e così la domanda perde di significato , perde di valore . Ho conosciuto persone che si ponevano questa domanda in età avanzata e magari si dicevano “non so più chi sono ” , personalmente io non mi dò un etichetta , non più , nemmeno nella sfera sessuale , vivo la mia vita tutti i giorni accogliendo le mille emozioni che mi attraversano come un fiume in piena , raccogliendone anche i cocci e i detriti , non ho bisogno per forza di darmi una definizione . Non mi voglio identificare con un credo , ne con una religione , sono fluido , mi piacerebbe però (ed è una cosa che mi manca ) il confronto con gli altri , dal vivo , non sui social . Luoghi interculturali di scambio e di aggregazione , dove parlare e confrontare le proprie idee . Ho detto si che non mi voglio dare una definizione , ma una piccola cosa si la voglio essere , come ho detto prima mi sono stancato di essere una voce che urla , voglio essere una penna che scrive . Una penna che si fa portavoce delle proprie idee , arrabbiata , stanca , delusa , triste , gioiosa , mille emozioni , mille sentimenti . Poi ripenso a quella porta del bagno, mia madre allora la coprì, coprì i buchi con della carta regalo e del nastro adesivo , per nascondere la vergogna di quello che avevo fatto . A tratti mi viene voglia di strappare quella carta e rivedere quei buchi , per guardare quello che ero stato in passato e non nasconderlo più a me stesso , perchè io non me ne vergogno , non mi vergogno della rabbia , che era in fondo , solo un sintomo del dolore che provavo verso un mondo che non mi capiva , o da cui io non mi sentivo capito , dolore che sento ancora tutt’oggi adesso , verso certe istituzioni .

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Lasciala andare come va , come deve andare…

Quando mia madre era ancora viva mi lamentavo sempre con lei della mia depressione. Gli dicevo ; “Mamma , io mi sento come una voce che grida nel deserto e che nessuno la sente “. Non capivo allora che dietro a tutti quei “sono depresso ” detti a mia madre , anche con rabbia si nascondeva qualcosa , che dovevo sentire prima io , ed erano le mie emozioni . Cioè quella voce nel deserto che chiedeva e gridava aiuto l’avrei dovuta percepire per prima io , e di rimpatto farla rimbalzare su me stesso e trasformarla in rivalsa positiva nei confronti della vita . Anche oggi , mi sento a volte ignorato , da molte persone , invio mail ad istituzioni ed enti (per esempio corsi , o scuola ) a cui non ricevo risposta , e magari me ne faccio una colpa , ma oggi la mia risposta è : se il mondo ti ignora o tu pensi che ti ignori , non prendertela con gli oggetti (come facevo un tempo) o urlando più forte , ma scrivi ancora più forte! Fai delle tue capacità una virtù , una spada affilata ! baluardo della consapevolezza e della tua vita ,a questo servono le passioni . Così oggi quando ho ricevuto una chiamata da un numero che non conoscevo mi sono meravigliato . Mi sono meravigliato perchè non pensavo che dietro ad esso ci fosse una persona che mi contattava perchè era stato letto il mio curriculum vitae e mi chiamava per un colloquio con un responsabile , appuntamento preso ! E non avrà importanza come andrà a finire e , se magari si rivelerà essere solo uno di quei colloqui dove ti propongono un porta a porta piuttosto che quello che avevano presentato nella candidatura . L’importante sta nel fatto che inizio ad intravedere qualche possibilità in più nel mondo , ed è molto importante per la mia autostima , anzi oserei dire fondamentale . Certo sono partiti mille viaggi e film mentali che voi non avete minimamente idea , e se non andrà come penso io (e probabilmente non andrà ) rimarrò deluso , ma già averne la consapevolezza è un passo in avanti . Del resto lasciamola andare come va , come deve andare , senza troppi rimpianti e godendoci il momento .

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La scrittura come forma terapeutica

Prima sta scrivendo una mail abbastanza formale ad una persona . Nel mettere in ordine virgole e punti , notavo una certa gratificazione a livello personale , non solo quindi in quello che stavo scrivendo e nel suo contenuto . Noto che in me e nella scrittura c’è una sorta di scambio equo io do, e lei mi fa avere , e credo che la parola giusta per definire tutto ciò sia una sola : amore . Perchè quando nelle cose ci metti la cura puoi ricevere in cambio solo questo . Trovare ed essere spinti da qualcosa che ci piace nella vita è molto importante secondo me , perchè ci tiene a galla di fronte a quelle che sono tutte le difficoltà della vita . Sono sempre più i momenti in cui scrivo , non pubblico tutto , molte cose me le tengo per me , ma vi posso assicurare che mi sembra quasi ( a volte , non sempre ) di essere travolto da un onda di piacere e di erotismo , che coinvolge tutta la mia sfera celebrale e mi fa mantenere una certa lucidità mentale . Molto spesso passo anche il tempo a pensare ad articoli che scriverei , e che magari alla fine non scrivo , ma va bene così . La scrittura sta diventano la mia amante , la mia amica , la mia collega , mi piace pensarla in un immagine : io e lei, in una figura umana , che camminiamo mano per la mano sulla riva del mare , lei ha un immagine splendida e lucente ,e, a tratti mi sorride , quasi come ad indicarmi la via . Anche se il paesaggio è nuvoloso e il mare sembra essere quasi in odore di tempesta , lei continua a starmi affianco , mano nella mano e non mi abbandona mai , perchè è parte integrante di me .

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Pensieri.

Sinceramente non ho molta voglia di scrivere oggi , ma ho quelle idee necessarie in testa che mi danno la motivazione per farlo . Non sono semplicemente dell’umore giusto negli ultimi giorni , ma le intuizioni mi arrivano . La casa è in soqquadro , sembra che qualche adolescente in preda agli ormoni ci abbia dato una festa e poi se ne sia andato lasciandola peggio di una bidonville . Così oggi sabato , che non lavoro , decido di mettere un po’ in ordine . Noto subito che sul ripiano dove è riposta la macchinetta del caffè è pieno di zucchero , faccio subito un associazione , esso è dolce , quel dolce che mi manca a me nella vita e che renderebbe tutto più sano . Non solo dentro di me a gestire il mio nervosismo e i miei conflitti interiori , ma anche quel briciolo di mielosità che vorrei fuori in qualche rapporto umano in più , ma che oggi è difficile anche ricercare volutamente , per via di tutte le restrizioni che ahimè ci vengono date . Molte volte mi sento solo / isolato dal mondo , nonostante qualche contatto con qualcuno e qualche amico , prima era una solitudine più volontaria , adesso ho più una spinta ad andare alla ricerca nel mondo di persone , già , proprio ora voi direte , che c’è in atto una pandemia mondiale e c’è ne dobbiamo restare chiusi in casa . Ma la vita a volte è fatta così , quando hai i denti non hai il pane, e quando hai il pane non hai i denti . Così tra una sigaretta e l’altra fumata dal circolo vizioso del nervoso , mentre in queste giornate non passa neanche uno spicchio di sole ad addensare e illuminare le vampate di fumo che escono dalla mia bocca , mi costruisco mondi tutti miei e ne faccio un carroccio di fantasie nella mia testa . Che , per quanto possano essere gratificatorie sul momento e nel “mentre”, poi finiscono sempre per diventare parte dolorosa di te stesso , perchè ci si stanca a pensare sempre e diventa anche stressante. Io spero sempre che la situazione cambi e che , se cambia non sia la mia barriera di comfort zone a fermarmi nel cercare nuove interazioni sociali . So che in molti si trovano in situazioni simili alla mia , nel senso di sentirsi soli perlomeno , ma spero un giorno di sostituire quelle che sono i miei “castelli di sabbia per aria ” a vere e proprie relazioni con il prossimo , soddisfacenti e appaganti .

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Economia, finanza e andamento delle borse

Da questo momento in poi il blog cambia rotta , parlera di economia e finanza e degli andamenti della borsa sul mercato :
“Gli analisti elencano le preoccupazioni della finanza internazionale per la situazione italiana, ma una soluzione con la stessa maggioranza è ritenuta possibile. Il differenziale Btp-Bund sale di una manciata di punti base. Tokyo in rialzo dello 0,85%”
(Fonte : La repubblica )

Bene ma ora torniamo a parlare di vita , quella vera , quella pratica e di emozioni , quelle si , che fanno muovere gli esseri umani e che stanno alla base di tutto . Non che la borsa non sia importante , se crolla , crolla un intero paese credo , ma io credo che alla base della piramide ci siano per l’appunto nel motore del mondo i sentimenti e le emozione delle persone , sono essi che muovono il mondo . Sin da quando siamo nati , ci convergono in una direzione piuttosto che in un altra .

Oggi per esempio , come si suol dire negli ultimi tempi , ho “sbloccato un ricordo ” . Mi è venuto in mente il periodo della mia infanzia durante le elementari . Vi era una maestra che più crescevo , più diventava malvagia nei miei confronti , mi diceva sempre che scrivevo come se avessi le “zampe da gallina ” , segno che secondo lei avevo una brutta calligrafia. Ripensandoci ora , non mi faccio tanto una colpa della mia calligrafia di allora , perchè credo che ogni bambino ha si delle mancanze , ma ha anche delle peculiarità tutte sue in altri campi ,e tu come maestra piuttosto che evidenziare sempre queste mancanze dovevi evidenziare queste peculiarità . Per esempio ( sempre alle elementari ) ci avevano dato il compito di scrivere una poesia , e io con molta ingenuità , chiamiamola così , e semplicità la scrissi , scrissi veramente quello che un bambino di 10 anni sentiva dentro al cuore , e non mi aspettavo niente in cambio . Questo secondo me è un esempio di amore incondizionato verso il mondo , verso un mondo che ancora non conoscevo , e che guardavo con gli occhi di un bambino , quella magia , quell’ingenuità che anche da adulti noi tutti dovremmo tornare un po’ ad avere . Fatto sta che consegno la poesia alla maestra , lei rimane letteralmente stupita ! la fa leggere anche a suo marito che era professore di italiano in una scuola superiore , incredula che un bambino di 10 anni abbia scritto una poesia del genere . Giorni dopo la maestra mi chiede di leggere la poesia davanti alla classe , e partono numerosi applausi , neanche avessi detto “La corazzata potemkin è una cagata pazzesca ! ” celebre frase tratta da : “il secondo tragico fantozzi “. Questo insomma è uno dei ricordi più belli di quel periodo che ho , la maestra che non sapeva valorizzarmi si è dovuta ricredere , anche se poi nei tempi successivi io non andavo molto bene a scuola e lei continuava a trattarmi male anzichè incoraggiarmi …
Una persona che invece mi incoraggiava sempre , e che mi ricordava un po’ la figura di mia nonna paterna era la maestra Daniela . La maestra Daniela era un insegnate di ripetizioni , lei nei confronti di quella poesia chiedeva di rileggergliela sempre! mi dava sempre un gran valore in me e io ero felice di questo , mi sapeva gratificare ! E’ merito di quell’applauso ricevuto in classe se ha 19 anni mi sono appassionato a scrivere poesie , poi successivamente alla scrittura più in generale , e soprattutto alla maestra Daniela che mi gratificava sempre , se non ci fossero state queste 2 cose questo blog non sarebbe in vita e io non troverei un modo migliore per sfogarmi .

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I disturbi mentali

Ci sono state delle persone nella mia “famiglia” che quando tra settembre e ottobre sono stato ricoverato in psichiatria per problemi legati alle paranoie ansie , stress e attacchi di panico hanno iniziato a dire alla clientela dell’ azienda alla domanda dov’ero , che ero per l’appunto in casa e non ricoverato in ospedale . Perché fin quando sei depresso per l’appunto e puoi essere compassionevole diventi uno strumento per gli altri , nel senso che alla domanda:” cosa fa tuo figlio?” Se sei in un momento molto giù e non sai come affrontare la vita la risposta immediata dei tuoi parenti , anziché valorizzare i tuoi aspetti positivi sarà : “eh poverino soffre di depressione ” per appunto giustificare il fatto che tu non stai ne lavorando ne studiando e salvare non la tua persona ma la propria immagine di genitore , non viverla come un fallimento insomma . In altri casi però se si tratta di entrare in strutture psichiatriche di ospedali l’immagine va ancora più salvaguardata , perché la parola “psichiatria ” oggi fa ancora molta paura . Le persone affette da disturbi mentali sono ancora viste tutt’oggi com’erano visti i tossicodipendenti che si facevano di eroina all’inizio degli anni 80 o giù di lì . Rifiuti per l’appunto , più é grossa la tua malattia , più sei considerato un rifiuto , e più sei pericoloso . Ma noi non siamo dei rifiuti , noi siamo PERSONE che nella vita abbiamo incontrato delle difficoltà , magari come gli altri niente di più niente di meno , solo che non siamo riusciti col tempo ad elaborarle bene e questo Gran Canyon che la società mette di fronte tra le persone comuni e quelli che hanno uno ho più disturbi aumenta fra questi ultimi solo il senso di isolamento nei confronti del mondo , questi sono temi che vanno affrontati ora più che mai ! Perchè non si può star zitti di fronte al dolore , perché il dolore che hanno gli altri e che oggi ignoriamo domani potrebbe essere o il nostro o quello di un nostro caro a noi vicino …

Essere poi ricoverati in questi posti è come se vi si rompesse un braccio , cosa fareste ? andreste subito in ospedale , la stessa cosa vale per la testa , si passa un periodo la dentro “al sicuro ” da voi stessi per evitare di farvi del male , per salvaguardare la vostra incolumità nella stragrande maggioranza dei casi e quando si sta meglio e si hanno le terapie adatte si esce e si riprende la vita di sempre , come tutti . Certo esistono dei casi complessi , ma così come esistono in tutta la medicina , e bisogna valutare caso per caso ,non sto dicendo il contrario , ma non bisogna nemmeno fare di tutta l’erba un fascio allontanando e stigmatizzando le persone affette da disturbi mentali .

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L’amore incondizionato oggi , non esiste

Di schiaffi in faccia nella vita li abbiamo presi tutti , ma io penso che nella nostra società l’amore incondizionato non esista . Si parla tanto a gran voce di diritti LGBT ( che io appoggio in pieno sia chiaro ) ma quando non si sa andare , soprattutto nel proprio nucleo familiare e nelle amicizie al di là del proprio naso , meglio stare zitti . Si perchè non esistono solo quelli che vanno in chiesa la domenica a predicare peace and love e poi scrivono sotto i post della meloni e salvini contro l’ennesimo capro espiatorio di un migrante che magari sbarca in Italia per rifarsi , o cercare di rifarsi una vita ” lasciateci in pace , siete la rovina dell’Italia ” . Esistono anche persone ipocrite che fanno un vanto delle proprie lotte per i pari diritti poi sputano nel piatto del proprio figlio perchè non è a sua immagine e somiglianza o perchè a scuola non raggiunge i risultati che lei o lui sperava facendolo/a sentire così uno scarto della società , un omuncolo , un figlio non desiderato non amato per quello che semplicemente è , un fiore dalle peculiarità proprie , che deve seguire ed inseguire la propria strada maturando ciò che ha dentro . Viviamo noi nell’occidente nella società del godimento assoluto fine a se stesso , e no , non è una teoria complottista , basta guardarsi attorno . Più hai soldi più sei felice , più puoi permetterti cose che ti renderanno felice , e allora perchè siamo tutti così tristi , cosa ci manca ? semplice sono giunto alla conclusione che , per raggiungere determinati obbiettivi personali , abbiamo messo da parte quello che io chiamo “l’amore incondizionato ” . Pensiamo di raggiungere la felicità tramite oggetti quelli del “godimento assoluto ” tramite essi e mettiamo da parte gli altri . Attenzione , non sto dicendo di trascurare le nostre vite e metterci al servizio di quella altrui come missionari in africa , sto solo dicendo che noi è come se vivessimo con dei paraocchi che non ci fanno vedere e non ci fanno sentire l’empatia nei confronti altrui , e quando per esempio si diventa genitori e non i percepisce questo , beh tutto credo diventi un disastro . La famiglia diventa solo un ruolo , un simbolo da mostrare agli altri , come l’ultima cintura di marca comprata o l’ultima borsetta , un figlio sembra più un prodotto della società piuttosto che un essere venuto al mondo da due genitori .

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Ancora non me ne capacito..

Ebbene si , ancora non mi capacito di quello che sono riuscito a fare nulla di che ma per me è un passo importantissimo verso la mia autostima , le mie capacità e la fiducia in me stesso . Cosa ho fatto ? Sono riuscito ad inviare il mio curriculum ad un’azienda ! Niente di anormale e di difficile direte voi , per me non è cosi , visto che fino ad un mese fa ero completamente bloccato anche su questo fronte , ma da cosa ho ricevuto la spinta ? Semplice ora ve lo spiego. Stavo riflettendo sul fatto che mi piacerebbe riprovare (per la 3a volta) con la scuola e cosi invio un messaggio al mio terapeuta con su scritto : ” però se fossi in un ambiente più protetto con più materie umanistiche e meno matematica il diploma lo prenderei di corsa ” lui mi ha risposto molto cordialmente : ” direi che ne possiamo parlare quando ci vediamo ” . Poi ho pensato tra me e me di chiedere info sui costi a quella scuola privata a cui mi ero iscritto a 19 anni ma che ho frequentato per pochissimo perchè ebbi la prima ricaduta forte depressiva . Così ho scritto un email alla scuola, che ancora mi deve rispondere , di conseguenza ho riflettuto che , se la scuola costasse molto mi servirebbe un lavoro perchè me la voglio cavare da solo e non voglio pesare sulle tasche di mio padre , anche per una questione di orgoglio personale . Così mi è venuto in mente che ieri la badante di mio nonno mi ha parlato che un azienda vicino casa sua cercava personale , io l’ho cercata su internet e ho deciso di mandare il curriculum ! Non mi aspetto ora che mi rispondano per un colloquio , magari ci saranno altre occasioni in futuro , io sono già contento di avere fatto questo piccolo passo in avanti , che per me è enorme e sono fiero di me stesso .

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La forza di rialzarsi

Un giorno durante una seduta dal mio attuale terapeuta da cui vado e frequento da poco , mi fece una domanda a cui ancora oggi faccio fatica a dare risposta . Nelle prime sedute dopo avergli raccontato la mia storia e un po’ della mia sofferenza mi chiese con un tono che era privo di stupore , pacato morbido e tranquillo : ” ma nonostante tutto quello che hai passato , dove trovi la forza di rialzarti ? “. Io certo non credo di aver passato nulla di che in confronto alle ferite che ha sto mondo , gente che muore di fame tutti i giorni , malattie che debilitano gli organi , chi è paralizzato dalla testa ai piedi , insomma un sacco di cose . Eppure anche io ( come tutti ) ho avuto i miei bei drammi , anche di sofferenze che non ho raccontato , e scelto di non raccontare qua , perchè a volte la sofferenza è invisibile anche agli occhi di chi la vive. Dunque dove la prendo questa forza ? beh , la risposta è non lo so , o meglio la risposta è che non mi va come facevo un tempo di passare il resto della mia vita in un letto , come se fossi malato. Visto che ho tutti i sensi che funzionano perchè dovrei farlo ? Mi reputo fortunato se ogni giorno posso muovermi e camminare e vivere appieno la mia vita , e se mi rialzo è perchè confido nella speranza che le cose vadano meglio . Credo che sia la speranza il motore principale delle persone , quello che ha fatto sempre muovere il mondo , è che anche in questo momento di pandemia riguarda un po’ tutti noi , per esempio nella speranza del vaccino , la cura infatti secondo me non sta proprio nel aver trovato il vaccino contro il covid , la cura sta nell’aver mantenuto viva la speranza per aver cercato e ricercato un vaccino ,e finche rimarrà viva essa potremmo fare molto come esseri umani , perchè la speranza agisce nel bene delle cose non nel male . Come una candela accesa nel buio però non bisogna solo sperare e stare fermi bisogna anche muoversi ,e bisogna mettere accanto alla speranza la volontà di agire , anzi la volontà di re agire ,a quelli che sono i cambiamenti della vita ,sia positivi che negativi

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Mamma , ho gli occhi come i tuoi !

Il tumore al cervello di quarto grado grado il glioblastoma , quello che ha avuto mia madre e se le è portata via in 5 mesi è una cosa terribile che non auguro a nessuno. Ricordo che prima che mia madre fosse in fin di vita , durante però l’ultimo ricovero ( quando l’abbiamo portata per l’ultima volta in ospedale ) lei già sbarellava con la testa. Avevo fatto la notte con lei , ed era stata una notte per me distruttiva , figuriamoci per lei , mi ripeteva e continuava a ripetermi ” ci sono sciami di vespe , chiama gli antichi , buttaci sopra un secchio d’acqua , mandale via ! ” . Poi si sveglia continuamente durante la notte , e tutto mi sembrava terribile, al collasso , sapevo che per lei era giunta la fine ma ancora non lo avevo metabolizzato . Fin quando la mattina il dottore dopo averla visitata mi parlò e mi disse una cosa del genere : ” mi dispiace , ma per lei non c’è più niente da fare , il tumore ha ricoperto tutto il cervello , possiamo solo cercare di alleviare le sue sofferenze . ” In quel momento avrei voluto tanto abbracciare quel dottorino , più per me che per lui o per mia madre , per avere un po’ di conforto . Dopo che il dottore se ne andò iniziai a metabolizzare un po’ la cosa e mi resi conto per la prima volta che avrei dovuto continuare la mia vita senza mia madre . Mia sorella e mio padre stavano arrivando , ed io ero già stremato e nervoso per la notte passata in bianco , ma di questo non mi importava dopo aver sentito le parole del dottore perche a stento trattenevo le lacrime . La notte dopo l’avrebbe fatta mia sorella . Io e mio padre uscimmo dall’ospedale e io mi sedetti su una panca e beh , scoppiai a piangere …
Una volta in macchina piansi sempre di più come un disperato , come un bimbo , che non vede arrivare la mamma all’asilo ed è l’ultimo rimasto . Il sole batteva forte nell’auto e sui miei occhi pieni di lacrime e rossi e color nocciola . Mi guardai allo specchietto dell’auto e notai una cosa che non avevo mai notato prima , nei miei occhi c’erano scaglie e sfumature di color verde intense che ai raggi del sole donavano una tonalità smeraldo . Io in quel momento smisi quasi di piangere , perchè pensai buffamente non avendo mai notato quella colorazione verde ed intensa nei miei occhi che quel colore me lo aveva donato mia madre , mi aveva lasciato un regalo prima di morire , dopo le parole del dottore , i suoi stessi occhi , il suo stesso colore , o almeno un pezzetto . Naturalmente questa è un idea campata per aria , ma anche mia zia notò questa colorazione dei miei occhi diversa rispetto al solito qualche mese dopo la morte di mia madre , e a volte mi piace pensare che mia madre ci abbia messo lo zampino , che ci sia un tocco di magia in tutto questo , anche se ormai ho elaborato la sua morte questa idea mi fa sorridere e mi fa pensare che ci sia qualcosa di speciale nella vita di tutti noi , qualcosa che si trasmette di madre in figlio , un legame unico , che non si può mai spezzare , neanche dopo la morte…

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Piccoli cambiamenti , grandi passi in avanti

Oggi verso le 14:00 mio padre voleva bersi un caffè , e stava scaldando quello della moka che era rimasto il giorno prima in un piccolo pentolino , vado per prenderlo e metterglielo nel bicchiere , ( perchè so che lui lo farebbe rovesciare ) e mi scotto . Allora utilizzo lo scottecs per afferrare il manico e questo pentolino mi cade sul piano del gas facendo rovesciare inevitabilmente tutto il caffe sul piano cottura. Mio padre dice sconsolato : ” ecco oggi il caffe proprio non lo posso bere ” io scoppio in una fragorosa risata ! ma dove sta il punto di tutto questo ? che , se fosse successo due mesi fa , in piena depressione , mi sarei dato , per il solo fatto di aver rovesciato il caffè delle grandissime colpe . Mi sarei dato dello stupido , di conseguenza dell’incapace , del fallito , e si sarebbero attivati tutta una serie di pensieri negativi poi che mi avrebbero fatto stare pure peggio , per esempio sarei arrivato persino a viaggiare con la mente e a pensare a come fare quando sarò solo e se mio padre dovesse morire all’improvviso , come me la sarei dovuta cavare , mi sarei posto la domanda, e se muore ? e ne sarei stato malissimo ! Oggi invece posso dire che con una risata sul mio “sbaglio ” me la sono cavata alla grandissima , ho riso di me stesso , e questo secondo me è un grande passo in avanti , un grande cambiamento , e , avere la consapevolezza di averlo notato , è un ulteriore passo in avanti !

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Giovani Artisti !

Ebbene si domani è natale , per queste feste non mi sono preparato emotivamente , o forse un po’ si , inconsciamente , in effetti sono un po’ più carico e un po’ più felice diciamo , più che felice propositivo per l’anno nuovo . Anche se stamattina sono stanco fisicamente , perchè ieri ho tirato veramente come un mulo e ho dato a me stesso il 100 % . Prima di tutto sono dovuto scendere in azienda già dal mattino , perchè mio padre doveva andare dal commercialista a sistemare delle cose burocratiche , e quindi sono rimasto solo con i clienti come facevo quando lui era in ospedale , prova superata ! Poi sono andato a portare un regalo al csm ,uno alla mia infermiera preferita , uno al mio psichiatra , glielo dovevo , mi hanno aiutato tanto quest’anno sia a parole sia a gesti . All’infermiera ho regalato una tazza da colazione con su scritto ” io sono una super infermiera ! ” e un disegnino di un infermiera con una puntura in mano . Io già solo al pensiero di darglielo ero stra felice ! sorridevo a 64 denti , e vedere la sua gioia negli occhi nel riceverlo ,nell’aprirlo e nell’infine vederlo mi ha riempito il cuore ancora di più . Era contentissima ! E mi ha fatto veramente piacere ! Lo psichiatra purtroppo non c’era , perchè è in malattia , ma vabbè lo aprirà quando torna , glie lo fatto mettere nel suo cassetto nel suo studio . Poi sono andato a fare la spesa al super mercato per il giorno di natale , non troppe paranoie , è andato tutto bene . Nel pomeriggio sono tornato in azienda a servire la gente che veniva, e a faticare un altro po’ . La cosa che però , un altra cosa che però mi correggo , mi ha dato gioia è stato il fatto che 2 signore che sono venute in azienda mi hanno esplicitamente detto: ” tu ora stai bene , si , si vede . ” Questo mi ha reso contento , che 2 persone hanno visto che mi stavo dando da fare e hanno visto altro in me oltre la mia storia clinica , hanno saputo riconosce che non sono “il malato ” , “il depresso ” “lo zoppo di turno ” , quello con “i problemi ” . Ma una persona normale , che ha avuto le sue difficoltà ma che ora sta meglio , ed è pronta a fare tante cose . E come diceva rancore , il mio rapper preferito in un suo pezzo “Giovani Artisti ” , “la vita fa brutti scherzi sai , ma fa bei regali , non dimenticarlo mai !” . E quali sono i bei regali nella vita ? Queste piccole gioie la riconoscenza del duro lavoro su se stessi , e i piccoli doni che fai alle persone , tutto questo aumenta la mia autostima e mi fa stare meglio .

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Un resoconto degli ultimi giorni

Le ultime 2 settimane sono andate abbastanza bene , benino insomma , mi sono trovato nei vari conflitti fra mio padre e mia sorella a non sentirmi capito appieno , a sentirmi incompreso però alla fine il conflitto si è affievolito , per ora , e io ho fatto valere sempre le mie ragioni , senza mai tirarmi indietro. A livello di depressione va abbastanza bene , con lo zoloft sto trovando benefici , si è stabilizzato del tutto , riesco a fare le cose abbastanza bene e sono rari i momenti in cui mi sentivo giù come prima . Ne prendo 150 mg su 200 che sarebbe la dose massima , e sono contento di stare in questo stato col tono dell’umore senza prendere la dose massima , vuol dire che riesco a fare a meno del pieno regime , e questa è già una conquista per me , che in passato avevo bisogno di tutta la dose. Sto aiutando abbastanza mio padre col lavoro , prima avevo paura a stare da solo in azienda , andavo un po’ nel panico , ora non ho troppi problemi se non viene molta gente , significa che anche li il farmaco funziona bene , e anche io di mio funziono , non è di certo tutto merito del farmaco ! Tutto sommato per il 2021 ho il progetto di diventare sempre più autonomo e indipendente , anche se mi spaventa un po’ e vendo ancora le persone e la società come una minaccia verso la mia persona per colpa delle paranoie . Oggi in particolare , sono uscito con la macchina per andare a prendere una piccola torta per mio padre perchè oggi è il suo compleanno , e avvertivo dentro di me come un avversione verso le persone , mi sentivo minacciato da possibili sguardi , risatine , e prese per il culo che mi avrebbero potuto fare . Dico “avrebbero ” perchè così non è successo , come al solito è tutto dentro la mia testa , e io devo farmene una ragione…

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Il fantasmino della depressione

Nonostante i farmaci e nonostante mi senta meglio , in questi ultimi 2 giorni aleggia in me il fantasmino della depressione , mi spiego meglio : Il fantasmino della depressione , è come una fantasma , che ti sta accanto in vari momenti della giornata , non dentro , non da i sintomi , riesci comunque più o meno a fare , le cose , anche se avverti una certa stanchezza e sospiri . TI accompagna nel quotidiano e i da un senso di impotenza forse , su quella che è la tua vita. Ma andiamo per gradi , cosa mi ha portato ad avere questo fantasmino secondo me ? In sti giorni ho deciso di dare nuovamente una mano a mio padre nella sua attività . Mio padre è un uomo piuttosto , anzi molto , disorganizzato e confusionario , sia in casa , sia nella sua attività , e questo mi fa molto stare male , ed io come al solito ci devo mettere una pezza. Sta di fatto che l’altro giorno è venuta una signora a pulire il suo ufficio a ore , e le cartacce i documenti e le cianfrusaglie sono rimaste tutte fuori dall’ufficio tra i sacchi di mangimi e di farina Dopo 3 giorni erano ancora li e mi sono detto : “no , non si può vedere ” , lui non aveva messo apposto , perde un sacco di tempo a parlare con i clienti della sua età o più vecchi di politica , di covid e di stronzate varie , oppure parla al telefono con amici o amiche , oppure ancora perde tempo su whatsapp . Il cliente se vede il disordine lo allontani a comprare merce e a venire , tutto deve essere in ordine , tutto deve essere pulito , e lui purtroppo non ha questa mentalità , neanche di prendere una scopa e spazzare…
Faccio un altro esempio c’erano delle pedane , quelle che noi chiamiamo bancali che occupavano spazio , ingombranti che dovevano portare ad una via per prendere dell’orzo , che poi andava macinato . Questi bancali pieni di mangimi , per l’appunto , ostruivano la via a farci prendere col carretto l’orzo che era da riempire nei sacchi da25 kg che era nel saccone grande , che poi andava macinato per un cliente. Ho suggerito quindi a mio padre insistendo un po’ di sostituire altre pedane di bancali che erano vuote con quelle piene , che ostruivano la via , e il gioco era fatto ! La via era libera , grazie al mio aiuto la strada non era più ostruita e si poteva lavorare in santa pace.
Poi arriva il fatto che ieri mi giravo e rigiravo nel letto , per il motivo che non ha ancora fatto le fatture di settembre , ottobre e novembre da portare al commercialista , e non ha ancora registrato gli scontrini fiscali . Il punto di tutto questo è che non solo sono preoccupato per la mia salute mentale , ma anche per la sua , che dopo l’ictus sembra essersi un p’o smarrito giorno dopo giorno , sempre con la testa fra le nuvole . Il motivo di questo fantasmino quindi e dovermi preoccupare della sua salute e del suo lavoro , non riuscendomi a preoccupare abbastanza nuovamente della mia vita . Cioè se un po’ mi sono ripreso ma devo stare dietro a lui come faccio ad affrontare il tirocinio ? L’operaio non ha intenzione di prenderlo per nessun motivo , come faccio a lasciarlo solo a se stesso ? Non nascondo che sono preoccupato per lui quindi

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Imparare a volersi bene

Vedo persone che nonostante i farmaci non riescono a tirarsi su , le vedo , al csm , ne sento parlare da altre persone , conoscenti o familiari. Queste persone solitamente le riconosci , hanno un punto in comune , sono obese . Anche io sono obeso , anche se da natale scorso al lockdown mi sono impegnato e ho perso poco più di 30 kg e ora mi sento meglio. Sfogano i loro pensieri sul cibo , come facevo io quando mamma era ancora viva , me le immagino che aprono il frigo di notte e lo svuotano , perchè intorno a loro non vedono il bagliore della speranza di una vita che può essere migliore di quella che è . Questa non è una critica a queste persone , solo una mia supposizione sia bene chiaro . Anche i farmaci gonfiano un po’ (alcuni di essi ) , ma ad avere disturbi alimentari sono in molti . Chiedere aiuto non è per niente facile , soprattutto quando vedi un mondo avverso a te , una società che non conosce bene la parola DEPRESSIONE e non la tratta come se fosse una malattia vera e propria , ma la tratta come qualcosa a cui basta raccontare una barzelletta per passarla. Ma torniamo a me , io ultimamente sto fumando troppo e mangiando troppi dolci, e questo non va affatto bene ! dovrei imparare a volermi più bene , fare più movimento fisico e calare un altro po’ di peso , non solo per la salute , ma soprattutto per la mia autostima . Sono sempre stato un bambino obeso sin dalla 3 elementare ma dentro di me a 17 anni scattò qualcosa , da 99 kg che ero facendo e camminando 5 o anche 10 km al giorno arrivai persino a pesarne 69 , poi con gli episodi depressivi e le abbuffate notturne li ripresi tutti con gli interessi , ma questa è un altra storia…
Ora come già scrissi vivo la mia vita con una consapevolezza diversa , sono più maturo più grande , le esperienze negative che ho passato mi hanno segnato , in modo anche positivo direi e col tempo sono sicuro che imparerò anche a volermi più bene . Intanto quella scintilla della speranza , quella candela accesa nel buio di una vita migliore non si spegne , resta accesa in me e mi fa strada . In questo percorso a tratti tenebroso…

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Depressione coraggiosa (?)

Lo so , come vi ho già ripetuto tante volte sono tornato in depressione in sto periodo , ma grazie alla farmacoterapia e grazie ad altre cose , è una depressione diversa dalle altre , con molta più consapevolezza di me stesso . Innanzitutto perchè ci sono già passato svariate volte , e so già quello che mi aspetta , conoscere questo mostro e sapere i passi che compie aiuta a sapere che movimenti fa e farà ,e questo è un bene . Poi la morte di mia madre , con essa ho dovuto rammendarmi ulteriori ferite , e imparare a cavarmela un po’ da solo mi ha aiutato a diventare più indipendente a prendermi più cura di me e fare più cose , non tutti i mali quindi vengono per nuocere . Terzo punto l’ictus che ha avuto mio padre a febbraio , solo 8 mesi dopo la morte di mia madre , come ho già spiegato ho dovuto prendere in mano le redini della sua azienda da solo per 60 giorni , e questo fu un bel banco di prova , mi ha fatto capire che da solo sono in grado di fare molte cose , cosa che mi ha aiutato a capire anche il terapeuta . La mia mente con questi 2 fatti poi, vive sempre in una sorta di stato di all’erta perchè è come se mi dicesse :”tuo madre è morta , tuo padre è stato malato e morirà un giorno ” , è un arma a doppio taglio si lo so , perchè si vive con un po’ di preoccupazioni . Ma in questo modo io sto imparando a prendermi cura sempre di più di me e della mia vita e delle mie cose , a diventare autonomo insomma , perchè per l’appunto arriverà un futuro in cui dovrò per forza prendermi cura da solo di me e ORA non è il momento di stare SOLO a ciondolare in casa , come facevo anni fa , quando mia madre era ancora viva e mi lamentavo sempre , per questo dico che è una depressione più consapevole . C’è la consapevolezza che sono come una pianta , o per meglio dire come un leoncino che viene lasciato dalla mamma leonessa , abbastanza cresciuto per andare nella savana e fare le sue esperienze di vita da SOLO .

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Benessere e inquietudine

Ero nell’azienda di famiglia , ero solo , dentro di me si stavano costruendo pensieri positivi su pensieri positivi . Ad un certo punto ho pensato : adesso si , sto proprio bene con me stesso . Subito una sensazione di pace avvolta dal fitto mistero di non essermi mai sentito così se non rare volte, mai stato così bene , se non in rare eccezioni , una sensazione paradisiaca , ad un tratto dopo pochi secondi chi si affaccia ? La mia amica , una dei miei più grandi amici , la sorella inquietudine . É arrivata come un onda che ha travolto l’imbarcazione di quella che era stata fino ad ora quell’angolo di serenità che mi ero costruito dentro me , più che un angolo una piazza. Come se non potessi permettermi di essere sereno come se quell’emozione negativa a cui mi stavo lentamente trascinando e che ripristinava i poli come lo yin e lo yang nella mia vita , che sembrava sempre piatta mi stesse dicendo : ” non puoi permetterti di provare queste belle emozioni . Come essere trascinati di nuovo in fondo al buco nero . Poi ad un certo punto é arrivata un altra emozione , la tristezza . La tristezza si é presentata sotto forma di velo , velata per l’appunto da quella che era la sua forma . Non so perché mi sono sentito triste , forse per questo meccanismo che si é scatenato dentro di me , il non potermi permettere di essere felice ed averlo pensato , averci riflettuto . Sta di fatto che sono troppo abituato a provare emozioni negative , e quando ho provato quel benessere ed é arrivata l’inquietudine , o meglio ora dopo tutto questo penso che non sono molto abituato a stare bene e soprattutto A VOLERMI DEL BENE , e penso che devo allenarmi a farlo . Perché stare bene é anche una condizione mentale ,della mente. Il fatto , la cosa che poi mi sembra strana , è che quella sensazione di pace era , descrivendola e scrivendola il giorno dopo , mi sembra quasi una felicità di plastica o un delirio , un qualcosa di polistirolo , fittizio , quasi come se non fosse mai esistita in me , o per meglio dire come se non mi appartenesse , non appartenesse per l’appunto alla mia natura. Il fatto di descriverlo come delirio , mi riporta a due anni fa , quando mi ricordavo che mia madre stava male nel letto per colpa del tumore al cervello ,ed io impazzivo completamente andando fuori di testa , parlavo da solo ecc..
Quella sensazione paradisiaca che ho provato , stare così tanto bene , lontano da ogni pensiero negativo , sentirsi quasi in paradiso ! troppo bello per essere vero , anche questo deve vermi portato ad un certa inquietudine. Un’altra cosa la so, devo imparare a gestire meglio tutte le emozioni che incontro dentro di me , non devo andare ne negli eccessi del benessere , perchè rischio di far pesare troppo la bilancia da una parte e di sfondarla e di subire un contraccolpo , ne dall’altra parte , perchè rischio di andare troppo giù e di stare troppo male.

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Vivere il momento presente

Oggi per guidare andando verso la coop ho notato e mi sono concentrato su di un particolare che mi ha affasciato molto e mi ha allo stesso tempo reso perplesso. Stavo guidando in sovrappensiero , e stavo pensando non al fatto che dovevo andare a fare la spesa o a concentrarmi sul guidare ma a cosa dovevo fare dopo . Mi sono reso conto che noi ( o almeno io ) non vivo mai nel momento presente , e cosa vuol dire questo ? Vuol dire non portare la mente sullo sguardo interiore del qui e ora ( parole che si , avrete già risentito e risentito ma che io vi ripeto ) , vuol dire che non mi stavo concentrando sulla cosa principale in quel momento, guidare. Non che fosse sbagliato guidare in sovrappensiero certo , ma a volte , se si pensa a quello che faremo dopo e non si vive il momento presente la nostra mente , soprattutto per le persone ansiose , diventa come un vulcano in eruzione . I pensieri eruttano come lava , e vanno dappertutto , diventano veloci e inafferrabili , tipo ieri sera . Avevo dei flashback incontrollabili e incontrollati che , come immagini e come un fiume in piena mi invadevano la mente. Flashback di quando mio padre ha avuto l’ictus e l’ho trovato nel letto che non riusciva a parlare , con la bocca storta e gli occhi semisbarrati .Questa immagine di mio padre , mi invadeva la mente , e non riuscivo a mandarla via , sentivo quasi il bisogno fisico di farmi del male ! Per fortuna mi sono ripetuto almeno cento vote come un mantra di calmarmi , poi il tutto è passato , anche piuttosto serenamente . Se fossi stato abituato più a vivere il momento presente e la concezione del mio corpo ,a portare il focus sul respiro questo magari non mi sarebbe accaduto , perchè era tutta la giornata di ieri che facevo costrutti negativi di fantasia , che come una catena mi hanno portato ad avere quei flashback durante la serata . Se sarei intervenuto prima con questi tipi di esercizi con la consapevolezza di me stesso , attraverso me stesso , non mi sarebbe successo . Ma non ho rimpianti di questo , perchè so che molto lo devo imparare , e la strada è ancora lunga. Noi percepiamo il nostro corpo e ci identifichiamo con esso solo attraverso le emozioni , quando proviamo caldo freddo , e quando ci fa male qualcosa di esso , ma dovremmo imparare a sentirlo anche quando ci sentiamo in uno stato “normale” , perchè il nostro corpo non è scollegato dalla mente , lo dobbiamo sentire percepire e volergli bene , finche siamo su questa terra .

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Dal gommista e poi..

Si anche se stamattina ci avevo rinunciato nel primo pomeriggio decido di andare dal gommista , così mi metto i panni per uscire prendo la macchina e vado . Porto per l’appunto la macchina lui usa uno strumento che credo serva per la pressione e per gonfiare le ruote e mi fa dopo 3 secondi e aver controllato tutte e 4 le ruote : “ok adesso percorri circa un km e la spia si spegnerà , puoi andare ” Noi immaginate la gioia e il mio sorriso a 32 denti che ho fatto dopo che la spia si è spenta , più facile di quanto pensassi ! Vedete penso che ha volte noi ingigantiamo le nostre difficoltà , la nostra mente pensa troppo e le ingigantisce , mio padre con la storia del gommista stamattina mi ha preso alla sprovvista , io invece ho bisogno di fare le cose con una certa calma , di elaborarle prima , di darmi degli orari , non sono abituato a fare le cose di rimpetto , o almeno non ancora , non riesco ad elaborarle subito , e mi viene una certa ansia ad affrontarle. Poi sono stato in farmacia , perchè avevo promesso a mio padre che sarei anche passato a prendere le sue medicine , gliele avevo anche fatte scrivere personalmente dal dottore stamattina , così prima di partire mi sono fatto dare il codice fiscale . In farmacia non funzionava la connessione al sito , o qualcosa del genere , così mi hanno chiesto se avevo dei giri da fare e io gli ho risposto che dovevo andare a fare benzina . Così vado a fare benzina , e poi torno in farmacia , il computer non va ancora , ma non entro nel panico , il farmacista trova comunque una soluzione e mi fa avere i farmaci . Durante questa piccola avventura durata poco più di un oretta fuori casa ho capito che si sta letteralmente meglio in giro ( per l’ennesima volta ) a volte che chiuso in casa , ci si distrae si approfitta per fare una camminata e si respira un po’ di aria , è meglio farlo quando si a qualcosa da fare certo , piuttosto che a zonzo , però e sempre salutare…

Poi ho anche capito , più che capito ho intuito (sempre per l’ennesima volta , ma dopo un po’ il concetto mi sfugge sempre ) che le cose le so fare se mi ci metto d’impegno , mi spaventa fare solo le cose nuove , quelle che non ho mai provato , mi ci vuole un po’ prima di buttarmici .

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Paura di tutto, paura del mondo.

Oggi ho rinunciato ad andare a pianoforte con una semplice scusa al maestro , “ho la macchina rotta , non posso venire ” . In realtà ni , non è completamente falso , il fatto è che la macchina segna una spia gialla che è sintomo che una o più ruote sono sgonfie . Mio padre mi ha detto : “passa dal gommista prima o dopo la lezione ” e bam ! , subito sento un punteruolo al cuore che mi spinge e mi opprime , sintomo dell’ansia di dover affrontare la cosa e subito penso ” se alla macchina si sgonfiano le ruote prima ? ” e poi: ,” non c’è la faccio ad affrontare il gommista , non me la sento “. Nonostante la sertralina in circolo avverto appunto quest’ansia e adotto così la strategia di evitamento che ho scritto sopra .
Ma così facendo la bolla si ingigantisce , e io mi chiudo sempre di più in essa , ma a volte purtroppo credo di non poterci fare nulla…
La prima volta che ho percepito l’ansia dopo molto tempo è stata ieri , quando ero in furgone con mio padre , sentivo sempre il punteruolo al cuore , una grande nausea ( che mi sono portato dietro anche a casa , fino a quando non ho vomitato )e un senso di oppressione , tanco che ho dovuto aprire i finestrini . Credo che l’ansia di ieri sia stata causata dal confronto con gli altri , con le altre persone nell’azienda simile alla nostra in cui siamo andati , infatti ho ricevuto un semi rimprovero perchè nella stanza per il pagamento ero entrato per ultimo era stato detto di uscire . Io che sono iper sensibile alle critiche e ai rimproveri l’ho presa un po’ male credo , come se il mondo fosse avverso a me , o come se io fosse avverso al mondo , come se non fossi adatto. Ieri sera mentre ero nel letto mentre cercavo di addormentarmi devastato dai crampi e dalla nauesea pensavo che fosse stato il libro di Marina Innorta che sto leggendo a farmi troppo suggestionare , infatti un libro che parla sempre di ansia attacchi di panico e stress per uno che ne ha sofferto non è il massimo poi rivedersi quando ti rivengono a trovare …
Comunque il libro si chiama :”La rana bollita: Una storia d’ansia, attacchi di panico e cambiamento”
Poi ho capito stamattina che in parte non era così , la mia strategia di evitamento e la mia chiusura da parte del mondo dipendeva anche e soprattutto dal fatto che mi sono attivato , almeno mentalmente per cercare lavoro . Mi sono detto “datti una mossa !” e un po’ mi sono messo a cercarlo anche se poco , anche se ancora non ho il coraggio effettivo .
Tanti cambiamenti , che mi fanno fare un passo in avanti e 3 indietro , e io che rimango sempre al punto di partenza come al solito , questo mi abbatte un po’ , perchè stamattina ho fallito , non sono riuscito ad andare a piano e nemmeno dal gommista.

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Spogliarsi dalle foglie secche

Oggi non so come andrà la mia giornata , spero bene , mi sono svegliato da poco ho mangiato una banana , bevuto un caffè e ascoltato un po’ di musica . Come tutte le mattine di autunno fa freddo , e sento il freddo gelarmi le dita , nonostante io stia imprimendo questi caratteri sulla tastiera sento sempre più gelo ,e , anche un po’ nel cuore. Il fatto è che mi annoia seppur lo psicofarmaco mi fa stare in piedi , stare sempre chiuso in casa , ma per il momento non me la sento di fare altro , non ci sono nemmeno possibilità di qualche corso , se ne riparlerà a gennaio mi è stato detto dall’ente , e scendere all’attività di mio padre non è molto stimolante per me perchè sono sempre sotto casa , ma a parte questo è brutto non sentirsi le energie per fare le cose e volerle fare , è brutto non riuscire a spiegare agli altri questa sensazione interna . Mi sento un po’ come l’autunno cioè non mi sento da primavera pronto a fiorire , sento più che è l’ora di spogliarmi dalle foglie secche piuttosto che fiorire , prima devo fare questo , poi devo pensare a rifiorire . Cosa vuol dire spogliarsi dalle foglie secche ? vuol dire spogliarsi da tutti quegli schemi mentali che mi hanno intrappolato negli ultimi 10 anni , ed è difficile scardinarli , uno su tutti la bolla , uscire dalla bolla , come scrissi in un articolo precedente . Non è facile ma piano piano ci posso riuscire il problema , il dilemma , il paradosso , è che dovrei fiorire , ma allo stesso tempo spogliarmi dalle foglie secche e non è facile vista la mia condizione , viste le mie poche energie a disposizione , con sta situazione del covid poi non è veramente , per niente facile .Anche se la reputo più una condizioni interna , anche all’esterno ci devono essere le condizioni necessarie per far si che io riesca ad uscirne , attività , corsi , gruppi , ecc… , che in questo momento purtroppo non ci sono . Certo potrei cercarmi un lavoro , ma ripeto non mi sento le energie giuste per farlo , non mi sento pronto a partire , abbastanza motivato da me stesso .

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Incertezze

Vorrei esplodere , sento che sto implodendo dentro , questa positività che sto incanalando dentro negli ultimi 3 giorni è nulla in confronto a quello che sto provando dentro di me . Tutto si presenta con un male al braccio sinistro , all’avambraccio , come un anello che mi stringe , che è sintomo dell’ansia , solo che l’ansia non la percepisco stavolta perchè c’è il farmaco lo zoloft che mi sta facendo effetto su di essa , e da una parte è meglio così , starei malissimo senza di esso . Credo che in parte questo sintomo sia legato alle litigate di ieri nel primo pomeriggio e durante il pranzo , mio padre che come al solito aizza mia sorella a farla arrabbiare con i suoi giochetti mentali per farla innervosire per l’appunto , e poi mia sorella sempre che si innervosisce e urla per lo sporco nella cucina e urla contro mio padre , anche perchè non sa tenere in ordine la tavola nel salotto e le sue medicine . Queste litigate tre lei e lui , ( mio padre che non prende sul serio la cosa , e se la ride nel frattempo ) mi hanno sempre fatto stare male , segno di una famiglia squilibrata e non felice . Poi c’è il caos dentro di me , già il caos nonostante l’antidepressivo che mi tiene su e il cambiamento a piccoli passi che tendo a svolgere percepisco il fatto di non vivere , o di vivere in un ambiente poco felice , non solo per le litigate , ma anche per tutto il resto soprattutto per la mia vita , il non sapere quello che voglio mi distrugge e mi corrode dentro , come un pezzo di ferro lasciato pian piano a bagnare sotto la pioggia , lui si corrode , piano piano , e che ne resterà di lui ? Navigo nel buio , quello dell’incertezza del domani , quello dell’incertezza sul da farsi e questo non è il massimo della vita.

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Passo dopo passo

Ieri ho fatto un altra chiacchierata al telefono amico , questa volta con un signore molto gentile , un uomo , che avevo già beccato , e che in passato , qualche settimana fa , quando ero più a terra mi aveva dato dei consigli splendidi. Lui non sapeva , tra le tante telefonate che riceve , di avermi già sentito ,e si è meravigliato , a detta sua del mio modo di pensare nei confronti della depressione. Mi ha detto che sono ha un buon livello di consapevolezza del problema perchè vivo il cambiamento a piccoli passi , infatti ho iniziato la telefonata dicendo ; ” sono molto contento stamattina di essere andato a fare la spesa , visto che 2 settimane fa non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto. ” Io infatti come dicevo al signore della telefonata non pretendo di scalare subito la montagna e fare superman , non pretendo di prendere la pillolina magica trovare un lavoro domani e trasferirmi di casa il giorno successivo , ma attuare per l’appunto un cambiamento a piccoli passi . Prima si sale la collina per vedere quanto e alta la montagna , per farsi un idea , poi ci si prepara piano piano con le tecniche giuste alla scalata , non si scala subito la montagna senza gli strumenti adatti , si rischia di cadere per terra dopo 2 metri e si rischia di rimanere delusi . Mettiamola anche in questo verso , prima di una casa si costruiscono le fondamenta , non si parte dal tetto , sarebbe inutile e dannoso , poi si fa il tetto , ma come ultima cosa . Per ultimo infine vorrei aggiungere he la depressione è come un piccolo fosso per un miope , si avete capito bene , da lontano ci sembra enorme , impossibile da affrontare con problemi giganti e irraggiungibili . Ma più la persona miope si avvicina al fosso più la vede bene , e nota che il fosso è piccolo e gli basta fare un piccolo salto per superarlo ecco che la depressione non dico che diventa facile da affrontare , ma dico che a volte noi , la nostra mente di fronte alle difficolta mette un filtro che ci fa vedere le cose impossibili da affrontare , ma facendo un passo alla volta , sforzandoci di farlo riusciremo ad avere sempre la vista più nitida verso il fosso , verso quello che realmente è.

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Fare un buco nella bolla

lo zoloft sta facendo il suo effetto , mi sta facendo stare in piedi ( per ora ) ma ieri è stata una giornata un po’ ni , nel senso che sentivo varie oscilazzioni dell’umore , a volte un po’ su , a volte un po giù . Mi bastava un pensiero negativo , solo uno , per entrare in una spirale di negatività e di umore nero che mi accomagnava per varie ore della giornata e mi costringeva a stare in casa . Comunque ieri sera ho chiamato il telefono amico , per avere un po’ di compagnia e parlare un po’ dei miei problemi con qualcuno , sfogarmi un po’ insomma . E ho trovato dall’altra parte del telefono una ragazza gentilissima in grado di ascoltarmi e capire i miei sentimenti e le mie emozioni e di farmi le domande giuste . Gli ho spiegato che io vivo come dentro una bolla ed è un po’ la causa della mia depressione , che non riesco a fare cose semplici come andare a fare la spesa , più che altro a partire, per ansia e disagio sociale che provo . Lei , è stata molto comprensiva nel suo ascolto , e , a fine telefonata mi ha augurato di riuscire a fare un piccolo buco nella mia bolla , per riuscire ad uscire dalla mia situazione .
mi ha anche chiesto : “cosa potresti fare per fare questo buchino ?”
io ho risposto e rispondo tutt’ora che sinceramente non lo so , è una risposta troppo difficile da dare , certo ho contatti con l’esterno andando dallo psicologo psichiatra e facendo pianoforte , però non saprei come fare un buco , anche perchè è soprattutto uno stato mentale questa bolla , cioè uno stato in cui ti senti mentalmente rinchiuso così , dentro nelle 4 mura di casa e non esci nel mondo . io ne vorrei uscire fuori , avere un lavoro , delle frequentazioni ,delle amicizie fare più attività ma per le mie paure mi adagio per l’appunto nella bolla , che sarebbe casa mia , perchè vedo casa mia come un luogo sicuro e il mondo la fuori mi pare un posto brutto e cattivo , una grande macchina fatta di persone con un identità oscura , pronta ad atttaccarmi. Allora prima di tutto ho bisogno di cambiare la mia visione del mondo , e di lasciare perdere le esperienze che ho fatto in passato , che son state soprattuto negative , ho bisogno di fare nuove esperienze , più positive , ma tralasciando quelle brutte , metterle in un cassetto e andare avanti . Certo ho fatto anche delle esperienze belle , ma chissà come mai , il nostro cervello ci ricorda sopratutto le più brutte…

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Errori da non commettere

In questi ultimi 2 giorni ho fatto molto affidamento su mio padre , non solo a livello materiale , m anche a livello psicologico , sta di fatto che stamattina è accaduto qualche cosa. Mio padre come qualcuno di voi sa è un uomo che ha raggiunto ormai la soglia dei suoi 60 anni e sente un po’ di acciacchi quando si alza al mattino . Sta di fatto che lo vedo alzarsi dal letto e penso ” ma questo ormai è vecchio !” nel senso che non posso più fare solo ed esclusivamente affidamento su di lui , devo prendermi cura di me stesso anche da solo . Il problema dove sta ? il problema sta , che sono andato giù sul momento , e mi sono fiondato su un pezzo di pane e mortadella e lo ingurgitato come se non ci fosse un domani , cercando di sopprimere quelle che erano le mie emozioni negative , riguardo al fatto che in questo momento non sarei stato in grado di prendermi cura da solo di me stesso a livello psicologico e materiale e così ho mangiato. Arriva un momento nella vita per tutti noi dove dobbiamo abbandonare il nostro grembo materno familiare , e rinchiuderci in qualche dipendenza (cibo , alcol, ecc.. ) per sfuggire a noi stessi e alle nostre responsabilità non aiuta . Anche se in questo momento ho la depressine e mi abbatto di fronte quelli che sembrano pensieri negativi , del tipo ” come farò a prendermi cura di me stesso in futuro ?” , non mi devo abbattere , perchè quel giorno arriverà anche per me ,e spero con tutte le mie forze di avere le risorse e di essere già uscito da questo tunnel.

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Una giornata di speranza

Quel giorno , quella mattinata , attendevo l’alba speranzoso che un nuovo giorno iniziasse , perchè un nuovo giorno per me era come un avventura . Ero intento a fumarmi una sigaretta ,e, dopo averla accesa , ad ogni boccata , ad ogni tiro aspettavo che il sole sorgesse e che mi illuminasse la punta delle dita . Il sole che sorge per me era come un simbolo , simbolo di qualcosa di nuovo che sta per nascere , come una mamma gatta che da al mondo i suoi cuccioli ed essi dopo poche settimane di vita , sono subito curiosi di essa , si stupiscono di ogni cosa . Anche io volevo essere così giorno , dopo giorno , attendere il sole per esserne curioso , ed essere curioso nei confronti della vita , come fanno per l’appunto i piccoli mammiferi . Sapevo che quando il sole sarebbe stato alto nel cielo avrei incontrato qualche difficolta , al suo punto più alto senza un adeguata protezione avrei rischiato di scottarmi , oppure avrei rischiato che se ne andasse trasportato da nubifragi , ma questo non importava , no, non importava perchè esso torna sempre , ad illuminarti con il suo calore , a farti vedere che oltre le tenebre c’è la luce . e quando la sera se ne sarebbe andato ci sarebbe stato la sorella luna a farmi compagnia , con la sua seppur più flebile luce ad accarezzarmi i sogni per farmi riposare e dormire meglio. Ma il giorno dopo lui sarebbe stato li , pronto a ripartire per accarezzarmi di nuovo la pelle con i suoi luminescenti raggi e in pista a darmi calore ed energia.

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Il problema

Uno dei problemi fondamentali della depressione e che a volte ci si isola o si sta in solitudine o ci si sente isolati . Quando in passato ne ho sofferto ancora ed era viva mia madre anche se ero molto attaccato al suo “cordone ombelicale ” era lei che mi dava man forte e mi faceva compagnia nei momenti più bui . Ora passo la mia maggior parte del tempo da solo , e questo è un male. Oggi per fortuna mi è venuta a trovare mia sorella , abbiamo fatto le castagne e abbiamo parlato un po’ del più è del meno , sembrava quasi che la depressione non ci fosse in certi momenti o che si fosse quasi allontanata da me , io sorridevo nel raccontargli le cose e a tratti mi emozionavo . Mia sorella è una tipa veramente in gamba , che sa cavarmela nel momento di difficolta , se mi dovessi ispirare ad una persona mi ispirerei a lei per la sua forza e la sua tenacia , non di certo a quegli ideali che ci sono sulle riviste. Detto questo la ringrazio molte per essermi venuta a trovare , grazie a lei oggi pomeriggio sono riuscito ad alzarmi prima dal letto , abbiamo riso e scherzato e di questo ne sono molto felice, ed è sempre pronta ad aiutre il prossimo.

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Semplicemente, scrivere…

Oggi è un giorno particolarmente freddo sia di pensieri che fuori , un giorno dove il sole risplende . Ma benedetto il momento in cui scrivo , perchè le mie ansie che prendono vita sulla tastiera in quel momento sembrano andare via , le elaboro , le faccio mie , quando scrivo un articolo e lo finisco mi sento meglio , vorrei scrivere di continuo , scrivere un libro magari , ma non saprei cosa dire . Troppe poche esperienze di vita . Benedetto il momento in cui scrivo , perchè mi sento padrone di me stesso e della mia vita , tutto coincide in una sola forma , quella della scrittura per l’appunto e anche se in pochi mi leggono , beh fa niente , che siano in pochi . Meglio avere qualche granellino d’oro in un pugno di sabbia , che non avere niente in un pugno di cenere. La scrittura è forma di se , complessa , talvolta , che da spazio ad idee che abbiamo in testa , idee , che poi buttiamo giù che prendono forma attraverso i caratteri che ci insegnano a scuola fin da quando siamo bambini , saper leggere e scrivere è una grande ricchezza , che ci dobbiamo portare sempre nel cuore . Scrivere è anche, ed è , soprattutto uno sfogo , uno sfogo per se stessi , un bisogno fisiologico oserei dire , chi mi manda a cagare dovrebbe mandarmi a scrivere xD . Scrivere è un atto d’amore verso se stessi perchè scrivendo affidi il tuo cuore al lettore o alla carta , imprimi qualcosa che resterà per sempre ( o quasi ) inciso da qualche parte, a meno che non lo stracci o non lo butti via . Scrivere aiuta tantissimo , sia che tu stia scrivendo qualcosa di positivo , sia che tu stia scrivendo qualcosa di negativo (apparentemente ) perchè anche dal letame nascono i fior, e quindi anche dalla scrittura di qualcosa che per l’appunto sembra negativo , come un mio articolo sulla depressione possono crearsi idee spunti , interrogativi (in me ) su come fare a stare meglio , oppure può essere liberatorio nel momento della scrittura . Quando mi metto alla tastiera mi sento padrone del mio mondo , dei miei spazi , del mio io , nessuno mi può intaccare , è un momento attivo , di attività celebrale con me stesso e per me stesso , una delle poche cose che mi fa stare realmente bene .

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La bolla

Ebbene si casa mia è come una bolla , ma in che senso ? una bolla che mi protegge dal mondo. Io vedo il mondo come qualcosa di ostile , le poche esperienze che ho fatto fuori sono state tutte ( o quasi) esperienze negative , a cominciare dalla scuola e il suo bullismo , quindi e quasi normale che veda casa mia come un senso di protezione e che mi ci rinchiuda dentro . Adesso come adesso è roccaforte della mia depressione e il letto è il suo baluardo , anche se ci sto lottando per uscirne il più possibile , e sto lottando contro questo male di vivere che haimè come ben sapete è ritornato. Mia madre mi ha tenuto , i miei genitori mi hanno tenuto a lungo dentro questa bolla , ricordo quando ero piccolo se non volevo andare a calcio o a nuoto anzichè sedere ad un tavolo e parlarne tranquillamente loro lasciavano quasi subito perdere , oppure mi trascinavano con la forza e ottenevano il risultato contrario , non ci andavo più , in tal modo non ho potuto fare esperienze positive e sono rimasto sempre incastrato in questa bolla. Non voglio dare colpa ai miei genitori , sto solo parlando di dati di realtà , dati che tutt’oggi mi tengono a freno da fare nuove esperienze , anche se ora come ora sto andando a pianoforte , è vero . e un anno fa ho completato un corso di social skills , ma allora stavo meglio. Fatto sta che la bolla è come un arma a doppio taglio da un lato sembra proteggerti dalle avversità del mondo dall’altro lato , ti porta sempre più giù a chiuderti in te stesso a porti domande del tipo: ” chi sono io? ” , perchè se non ti confronti con gli altri , non saprai mai chi sei , e così entri in un circolo vizioso. E poi gli anni spesi a mangiare infinità di cibo , ad ingurgitare , per sopprimere le tue emozioni , perchè nessuno ti ha insegnato a cavarle fuori , in casa mia non vi era dialogo a tavola , parlava solo la televisione , ed io ho assorbito questo meccanismo per l’appunto imparando a mangiare . Solo ora mi rendo conto che un po’ di rabbia repressa c’è l’ho , sfogata male , le notti fino a qualche anno fa , prima della morte di mamma , alzarmi alle 2-3 di notte aprendo il frigo e ingurgitando tutto quello che trovavo , rabbia , rancore , una vita mai vissuta che sfogavo sul cibo e che ora sfogo su me stesso tramite la depressione .

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Paure e consapevolezze

Questo articolo lo scrivo più per me che per voi , vivo con la consapevolezza che un giorno mio padre se ne andrà , e questo mi fa stare male moltissimo raggiunta la soglia dei suoi ormai 60anni , e la situazione del covid non aiuta , visto che sento persone di 50 anni e più morire. Il fatto è che io per i problemi che mi porto dietro di depressione sin da quando avevo 15 anni (con un andamento altalenante ) non sono mai uscito fuori di casa nel mondo , a 17 anni ho abbondonato la scuola , e quei pochi tentativi che ho provato a fare sono andati tutti con i remi in barca . La mia paura più grande che si trasforma nel pomeriggio ad un simil disturbo ossessivo che mi tortura la mente e me la rosicchia come un topolino fa con un filo di spago è ; come farò a prendermi cura di me quando lui non ci sarà più ? , io dovrò prendermi cura di me stesso quando lui non ci sarà più , ma avrò le risorse necessarie non essendo mai uscito nel mondo ? chiaramente sono molto spaventato , tutt’al più se questo dovesse succedere nell’immediato , con io che ho le gomme a terra in questo momento e in certi momenti faccio fatica a stare in piedi dal letto , sarebbe un disastro , anche per quanto riguarda la gestione della sua azienda , non c’è la farai a prenderla in mano di nuovo , non così con le poche forze che mi rimangono . Certo in passato ho dimostrato di avere delle grandi risorse ( e non lo dico per vantarmi ) nel senso che quando l’ho trovato in un letto colpito da un ictus ho saputo prendere in mano la sua attività e cavarmela da solo per più di 2 mesi , ma li stavo meglio , non come adesso . Torno a ripetere , tutto questo mi spaventa molto , e mi impedisce di fare le cose che mi piacciono normalmente , di avere sogni e progetti , mi stanco facilmente e magari come ben sapete mi butto in un letto , chissà magari scriverlo mi aiuterà ad elaborarlo meglio…

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Lontano da ogni forma di malinconia e i modelli imposti dalla nostra società

E’ vero mi mancavano 2 donne al mondo che se ne sono andate , una era mia madre che purtroppo è morta , e un ‘altra era una ragazza che purtroppo si è allontanata da me . Ma mia sorella mi ha insegnato che le persone se ne vanno in questo mondo , alcune muoiono alcune per l’appunto si allontano , o se sono fidanzati /fidanzate ti lasciano , o ti possono lasciare . Quindi lontano da ogni forma di malinconia… Oggi c’è il sole che brilla sui campi , è un nuovo giorno , prendiamo il meglio da noi stessi facciamo un bel respiro ( anche a livello mentale , e andiamo avanti ) perchè anche se queste persone non ci sono più la vita vale la pena di esser vissuta , a pieni polmoni . Occorre elaborare il lutto , perchè dobbiamo vivere anzitutto per noi stessi , per le cose che ci piacciono , e per sopravvivere alle avversità della vita . Gli ostacoli non vanno aggirati ma superati , anche se piano piano ci mettiamo più degli altri non ci dobbiamo spaventare perchè ognuno ha i suoi tempi , i tempi che ci impone la società con i suoi standard di elevata qualità impreziositi da falsi diamanti che sembrano luccicare ma che da vicino si rivelano come sabbia di deserto non ci devono appartenere , sono dei miti , che per l’appunto , ci hanno imposto , modelli da seguire , che non vanno seguiti , certo si, ne possiamo prendere spunto , ma non vanno seguiti , rischiamo di farci del male . Perchè sono come miraggi nel deserto , più ci si avvicina ad essi più ci si allontana dal proprio centro di gravità , un conto è dire mi metto in forma per seguire uno stile di vita sano ed adeguato , un altro e arrivare a “copiare” determinati influencer nei propri stili di vita abbandonando la parte più intima di noi ,i nostri desideri , e le nostre passioni . A tutti ad una certa età piacerebbe essere famosi , ma come diceva un certo ragazzo che è diventato beato da poco “tutti nasciamo come degli originali , ma molti muoiono come fotocopie “.

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La sigla di hunter x hunter (per come la vedo io )

“E quando sorge il sole…ti batte forte il cuore
Seguendo il tuo destino
Hunter Hunter tu…sei un vero cacciatore
Nel buio della notte…si sveglia l’universo
Un sogno da inseguire
Hunter Hunter tu sei un grande cacciatore!”

Questo è un pezzo della sigla di hunter x hunter , un anime che vedevo da piccolo . Riascoltandola stamattina mi sono soffermato sulle prime parole ; “E quando sorge il sole…ti batte forte il cuore” . E’ da un po’ di giorni che qua dove vivo io, tutto è avvolto nella nebbia al mattino e non vedo sorgere il sole , questo mi intristisce molto , perchè ne da una metafora con la mia depressione . Tutto per l’appunto è avvolto da una fitta nebbia e non c’è sole nel mio cuore , non vedo dove metto i piedi e non so che direzione prendere . Bellissima poi la frase ; “Nel buio della notte…si sveglia l’universo” . Mi da un senso di magia un senso estivo , che dalle tenebre si può risorgere , questa frase l’attribuisco ad un significato profondo alla mia depressione , nel senso che anche nel più profondo buio notturno si può sveglia l’universo che c’è in te . Lo so non c’entra un caz*o con la sigla in se ma a me piace attribuire significati a me stesso anche quando non ce ne sono ! Poi nella sigla ci sono altre frasi che secondo me rispecchiano e sono un po’ una metafora della vita , del nostro cammino di ognuno di noi :
Non ti puoi mai fermare! E dovrai camminare
Cadere nel vuoto
Passare attraverso le cascate di fuoco
Contare soltanto sulla voglia e il coraggio
Di metterti in gioco per scoprire che…

Questa è la tua natura
(questa è la tua natura)
L’ignoto e l’avventura

Quando dice ; “questa è la tua natura “, per come la vedo io si riferisce alla natura intrinseca di ogni essere umano , quella avvolta dal mistero , quella segreta che come bozzolo aspetta di diventare farfalla , quella della metamorfosi per l’appunto, di chi l’ha già compiuta e di chi aspetta di compierla.


Come potete vedere dietro alla mia corazza da persona depressa si nasconde anche un sognatore ad occhi aperti , come dicevo in un articolo poco tempo fa . Una persona che aspetta di spiccare il volo , ma che deve trovare ancora lsd, non la droga , xD , ma la sua dimensione…

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Come colorare la propria vita

Ieri giornata nera , nerissima , io che mi sentivo come miele attorno ad un formicaio di nerissime formiche , ma qui di dolce non vi era niente. Ero distrutto dai pensieri negativi ( lo sono un po’ anche ora ) mi porto gli strascichi di una vita che non vuol più ripartire .Nel letto dalle 16 fino alle 4 di stamattina … , che bassezza che tristezza che delusione , quando con la psicologa ci eravamo dati proprio l’obbiettivo di restare in piedi , unico obbiettivo . Ma quando per l’appunto , sei divorato dai tuoi pensieri negativi l’unica cosa che ti viene in mente da fare è chiuderti in quel letto e sopprimere col sonno i tuoi pensieri , anche se questi al tuo risveglio torneranno. Io voglio degli amici , socializzare , ma non riesco a fare le cose più banali . come per esempio stare su dal letto e questo mi fa venire una rabbia immensa . Come faccio a costruire la casa dalle fondamenta se voglio partire dal tetto ? Non è possibile , infatti ieri mia sorella che non vive più con noi mi fa “vai a fare la spesa ” ,crisi di ansia , non mi sento in grado penso io , mi re infilo nel letto . Ad un certo punto sento come un energia che mi fa vestire e sono quasi convinto di andare a fare , ma niente da fare , altra crisi di ansia , mi ributto nel letto . Ci sto fino alle 4 di stamane per l’appunto. Allora mi sveglio e mi dico qua c’è un problema di fondo , devo colorare la mia vita , ma non mi sento gli strumenti necessari per farlo , non so proprio come fare . Stare in piedi semplicemente non mi basta , se poi devo essere attaccato anche da pensieri negativi allora ecco che mi sale il nervosismo . Ci mettiamo in mezzo come condimento anche il fattore di una pandemia a livello globale che non puoi fare tante attività e via il piatto è pronto ! Voglio essere chiaro con voi , a me non piace stare così , io non scrivo queste righe per lamentarmi , ma per sfogarmi , io vorrei uscire subito da questa situazione , quest’estate non stavo così male , riuscivo a fare le cose e anche se in precedenza mi era capitato di stare nel letto non avrei mai pensato ad un ritiro sociale del genere , non mi è mai capitato di passare 12 ore di fila in un letto schiacciato da quelli che sono i miei problemi , questa è una cosa molto grave per me . Se non bastano le lezioni di piano a colorare la mia vita , andare dalla psicologa, dallo psichiatra e dall’assistente sociale per tentare di risolvere i miei problemi , dove cavolo devo sbattere la testa ? ho molta fretta di uscire da questa situazione è vero , perchè ci sono stato immerso come in una pozza di sabbie mobili dentro per anni , e non voglio rimanerci ancora a lungo , ma se non riesco a fare le cose che per altri sembrano banali come stare in piedi da un letto , ma che per me sono difficilissime . non so proprio come fare…

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Sognare ad occhi aperti

Sono già le 6 del mattino , poco fa ascoltavo su spotify , yann tiersen , la colonna sonora del favoloso mondo di Amelie . Che subito casa mia immersa ancora in quel buio mattutino e con le luci di casa accesse sembrava aver preso dentro di me una certa atmosfera parigina ! Imagginavo che fuori dalla finestra vi fosse la torre eiffel , e sotto la mia abitazione che nel mio vivido sogno era un appartamentino che dava sulla torre per l’appunto , ci fosse un panettiere che lavorasse a qualche pastarella calda da consegnare al bar accanto , per i primi arrvi dei turisti, e della gente del luogo. Alle prime luci del mattino sarebbero usciti dalle loro case , e con la pancia vuota si sarebbero diretti verso il bar , che non so come si dice in francese , ma vabbè pazienza..
Qualche gatto del posto , avrebbe fatto le fusa pur di avere qualche pezzo di croissant da mangiare , anch’esso con la pancia vuota dal giorno prima , deluso per non esser riuscito a prender nemmeno un topolino.
Naturalmente per la verità questo è un costrutto positivo che ha fatto la mia mente ora che sto scrivendo , io mentre ascoltavo i pezzi di yann , mi immaginavo poco e nulla di parigi , ma quel poco era piacevole ravvivato dalla musica , tanto da farmi fiondare sulla tastira a sbatterci le mani !

Sognare per me è una cosa importantissima , ti permette di vivere in un senza tempo magico , e la musica ti può aiutare a farlo . Anche se poi bisogna tornare alla realtà e stare con i piedi per terra sognare è molto importante perchè di permette di scollegarti un attimo dal mondo reale , e di aggrappati a quello della fantasia , dove si nascondo i desideri , e i desideri si sa possono anche trasmutarsi in realtà , spesso se sono sogni ad occhi aperti positivi . Iniziare la giornata quindi con un bel sogno ad occhi aperti quindi secondo me , fa più che bene , perchè ti permette di distrarti da quelli che sono per un attimo i tuoi problemi , ma allo stesso tempo concedi il lusso a te stesso di iniziare il giorno con un pensiero positivo ! Non smettiamo mai di sognare ad occhi aperti , facciamolo per qualche secondo , ma facciamolo !

Un piccolo ritaglio di natura.

Ecco a voi un piccolo ritaglio di natura offerto da me , anche dal telefono con un po’ di pazienza si possono fare foto “carine”

Iniziamo con un bellissimo cielo scoperto da nuvole , che ci porta un venticello piacevole. Ahimè non fotografabile .
Passiamo ad una bella Margherita bagnata da i raggi del sole ma comunque un po’ nella penombra .
Ecco uno di quei fiori che ci si soffia sopra , sembra mosso dal vento , in realtà é l’effetto della fotocamera .
Un fiore giallo , di cui ignoro il nome perché sono ignorante ahaha, ho scelto questa angolatura perché mi piaceva. La foglia secca vicino rappresenta il periodo che stiamo vivendo tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera .
Ed ecco a voi l’ultima foto , ma non per importanza. Ho scelto il primo piano del filo d’erba volontariamente per dargli un effetto diverso dalle altre . Anche in questo caso non so il nome del fiore , é immerso nel verde come potete osservare anche voi .

Che dite vi piacciono? fatemelo sapere nei commenti e magari datemi anche dei suggerimenti , sono sempre bene accetti . Un saluto !