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Dal gommista e poi..

Si anche se stamattina ci avevo rinunciato nel primo pomeriggio decido di andare dal gommista , così mi metto i panni per uscire prendo la macchina e vado . Porto per l’appunto la macchina lui usa uno strumento che credo serva per la pressione e per gonfiare le ruote e mi fa dopo 3 secondi e aver controllato tutte e 4 le ruote : “ok adesso percorri circa un km e la spia si spegnerà , puoi andare ” Noi immaginate la gioia e il mio sorriso a 32 denti che ho fatto dopo che la spia si è spenta , più facile di quanto pensassi ! Vedete penso che ha volte noi ingigantiamo le nostre difficoltà , la nostra mente pensa troppo e le ingigantisce , mio padre con la storia del gommista stamattina mi ha preso alla sprovvista , io invece ho bisogno di fare le cose con una certa calma , di elaborarle prima , di darmi degli orari , non sono abituato a fare le cose di rimpetto , o almeno non ancora , non riesco ad elaborarle subito , e mi viene una certa ansia ad affrontarle. Poi sono stato in farmacia , perchè avevo promesso a mio padre che sarei anche passato a prendere le sue medicine , gliele avevo anche fatte scrivere personalmente dal dottore stamattina , così prima di partire mi sono fatto dare il codice fiscale . In farmacia non funzionava la connessione al sito , o qualcosa del genere , così mi hanno chiesto se avevo dei giri da fare e io gli ho risposto che dovevo andare a fare benzina . Così vado a fare benzina , e poi torno in farmacia , il computer non va ancora , ma non entro nel panico , il farmacista trova comunque una soluzione e mi fa avere i farmaci . Durante questa piccola avventura durata poco più di un oretta fuori casa ho capito che si sta letteralmente meglio in giro ( per l’ennesima volta ) a volte che chiuso in casa , ci si distrae si approfitta per fare una camminata e si respira un po’ di aria , è meglio farlo quando si a qualcosa da fare certo , piuttosto che a zonzo , però e sempre salutare…

Poi ho anche capito , più che capito ho intuito (sempre per l’ennesima volta , ma dopo un po’ il concetto mi sfugge sempre ) che le cose le so fare se mi ci metto d’impegno , mi spaventa fare solo le cose nuove , quelle che non ho mai provato , mi ci vuole un po’ prima di buttarmici .

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Paura di tutto, paura del mondo.

Oggi ho rinunciato ad andare a pianoforte con una semplice scusa al maestro , “ho la macchina rotta , non posso venire ” . In realtà ni , non è completamente falso , il fatto è che la macchina segna una spia gialla che è sintomo che una o più ruote sono sgonfie . Mio padre mi ha detto : “passa dal gommista prima o dopo la lezione ” e bam ! , subito sento un punteruolo al cuore che mi spinge e mi opprime , sintomo dell’ansia di dover affrontare la cosa e subito penso ” se alla macchina si sgonfiano le ruote prima ? ” e poi: ,” non c’è la faccio ad affrontare il gommista , non me la sento “. Nonostante la sertralina in circolo avverto appunto quest’ansia e adotto così la strategia di evitamento che ho scritto sopra .
Ma così facendo la bolla si ingigantisce , e io mi chiudo sempre di più in essa , ma a volte purtroppo credo di non poterci fare nulla…
La prima volta che ho percepito l’ansia dopo molto tempo è stata ieri , quando ero in furgone con mio padre , sentivo sempre il punteruolo al cuore , una grande nausea ( che mi sono portato dietro anche a casa , fino a quando non ho vomitato )e un senso di oppressione , tanco che ho dovuto aprire i finestrini . Credo che l’ansia di ieri sia stata causata dal confronto con gli altri , con le altre persone nell’azienda simile alla nostra in cui siamo andati , infatti ho ricevuto un semi rimprovero perchè nella stanza per il pagamento ero entrato per ultimo era stato detto di uscire . Io che sono iper sensibile alle critiche e ai rimproveri l’ho presa un po’ male credo , come se il mondo fosse avverso a me , o come se io fosse avverso al mondo , come se non fossi adatto. Ieri sera mentre ero nel letto mentre cercavo di addormentarmi devastato dai crampi e dalla nauesea pensavo che fosse stato il libro di Marina Innorta che sto leggendo a farmi troppo suggestionare , infatti un libro che parla sempre di ansia attacchi di panico e stress per uno che ne ha sofferto non è il massimo poi rivedersi quando ti rivengono a trovare …
Comunque il libro si chiama :”La rana bollita: Una storia d’ansia, attacchi di panico e cambiamento”
Poi ho capito stamattina che in parte non era così , la mia strategia di evitamento e la mia chiusura da parte del mondo dipendeva anche e soprattutto dal fatto che mi sono attivato , almeno mentalmente per cercare lavoro . Mi sono detto “datti una mossa !” e un po’ mi sono messo a cercarlo anche se poco , anche se ancora non ho il coraggio effettivo .
Tanti cambiamenti , che mi fanno fare un passo in avanti e 3 indietro , e io che rimango sempre al punto di partenza come al solito , questo mi abbatte un po’ , perchè stamattina ho fallito , non sono riuscito ad andare a piano e nemmeno dal gommista.

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Spogliarsi dalle foglie secche

Oggi non so come andrà la mia giornata , spero bene , mi sono svegliato da poco ho mangiato una banana , bevuto un caffè e ascoltato un po’ di musica . Come tutte le mattine di autunno fa freddo , e sento il freddo gelarmi le dita , nonostante io stia imprimendo questi caratteri sulla tastiera sento sempre più gelo ,e , anche un po’ nel cuore. Il fatto è che mi annoia seppur lo psicofarmaco mi fa stare in piedi , stare sempre chiuso in casa , ma per il momento non me la sento di fare altro , non ci sono nemmeno possibilità di qualche corso , se ne riparlerà a gennaio mi è stato detto dall’ente , e scendere all’attività di mio padre non è molto stimolante per me perchè sono sempre sotto casa , ma a parte questo è brutto non sentirsi le energie per fare le cose e volerle fare , è brutto non riuscire a spiegare agli altri questa sensazione interna . Mi sento un po’ come l’autunno cioè non mi sento da primavera pronto a fiorire , sento più che è l’ora di spogliarmi dalle foglie secche piuttosto che fiorire , prima devo fare questo , poi devo pensare a rifiorire . Cosa vuol dire spogliarsi dalle foglie secche ? vuol dire spogliarsi da tutti quegli schemi mentali che mi hanno intrappolato negli ultimi 10 anni , ed è difficile scardinarli , uno su tutti la bolla , uscire dalla bolla , come scrissi in un articolo precedente . Non è facile ma piano piano ci posso riuscire il problema , il dilemma , il paradosso , è che dovrei fiorire , ma allo stesso tempo spogliarmi dalle foglie secche e non è facile vista la mia condizione , viste le mie poche energie a disposizione , con sta situazione del covid poi non è veramente , per niente facile .Anche se la reputo più una condizioni interna , anche all’esterno ci devono essere le condizioni necessarie per far si che io riesca ad uscirne , attività , corsi , gruppi , ecc… , che in questo momento purtroppo non ci sono . Certo potrei cercarmi un lavoro , ma ripeto non mi sento le energie giuste per farlo , non mi sento pronto a partire , abbastanza motivato da me stesso .

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Incertezze

Vorrei esplodere , sento che sto implodendo dentro , questa positività che sto incanalando dentro negli ultimi 3 giorni è nulla in confronto a quello che sto provando dentro di me . Tutto si presenta con un male al braccio sinistro , all’avambraccio , come un anello che mi stringe , che è sintomo dell’ansia , solo che l’ansia non la percepisco stavolta perchè c’è il farmaco lo zoloft che mi sta facendo effetto su di essa , e da una parte è meglio così , starei malissimo senza di esso . Credo che in parte questo sintomo sia legato alle litigate di ieri nel primo pomeriggio e durante il pranzo , mio padre che come al solito aizza mia sorella a farla arrabbiare con i suoi giochetti mentali per farla innervosire per l’appunto , e poi mia sorella sempre che si innervosisce e urla per lo sporco nella cucina e urla contro mio padre , anche perchè non sa tenere in ordine la tavola nel salotto e le sue medicine . Queste litigate tre lei e lui , ( mio padre che non prende sul serio la cosa , e se la ride nel frattempo ) mi hanno sempre fatto stare male , segno di una famiglia squilibrata e non felice . Poi c’è il caos dentro di me , già il caos nonostante l’antidepressivo che mi tiene su e il cambiamento a piccoli passi che tendo a svolgere percepisco il fatto di non vivere , o di vivere in un ambiente poco felice , non solo per le litigate , ma anche per tutto il resto soprattutto per la mia vita , il non sapere quello che voglio mi distrugge e mi corrode dentro , come un pezzo di ferro lasciato pian piano a bagnare sotto la pioggia , lui si corrode , piano piano , e che ne resterà di lui ? Navigo nel buio , quello dell’incertezza del domani , quello dell’incertezza sul da farsi e questo non è il massimo della vita.

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Passo dopo passo

Ieri ho fatto un altra chiacchierata al telefono amico , questa volta con un signore molto gentile , un uomo , che avevo già beccato , e che in passato , qualche settimana fa , quando ero più a terra mi aveva dato dei consigli splendidi. Lui non sapeva , tra le tante telefonate che riceve , di avermi già sentito ,e si è meravigliato , a detta sua del mio modo di pensare nei confronti della depressione. Mi ha detto che sono ha un buon livello di consapevolezza del problema perchè vivo il cambiamento a piccoli passi , infatti ho iniziato la telefonata dicendo ; ” sono molto contento stamattina di essere andato a fare la spesa , visto che 2 settimane fa non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto. ” Io infatti come dicevo al signore della telefonata non pretendo di scalare subito la montagna e fare superman , non pretendo di prendere la pillolina magica trovare un lavoro domani e trasferirmi di casa il giorno successivo , ma attuare per l’appunto un cambiamento a piccoli passi . Prima si sale la collina per vedere quanto e alta la montagna , per farsi un idea , poi ci si prepara piano piano con le tecniche giuste alla scalata , non si scala subito la montagna senza gli strumenti adatti , si rischia di cadere per terra dopo 2 metri e si rischia di rimanere delusi . Mettiamola anche in questo verso , prima di una casa si costruiscono le fondamenta , non si parte dal tetto , sarebbe inutile e dannoso , poi si fa il tetto , ma come ultima cosa . Per ultimo infine vorrei aggiungere he la depressione è come un piccolo fosso per un miope , si avete capito bene , da lontano ci sembra enorme , impossibile da affrontare con problemi giganti e irraggiungibili . Ma più la persona miope si avvicina al fosso più la vede bene , e nota che il fosso è piccolo e gli basta fare un piccolo salto per superarlo ecco che la depressione non dico che diventa facile da affrontare , ma dico che a volte noi , la nostra mente di fronte alle difficolta mette un filtro che ci fa vedere le cose impossibili da affrontare , ma facendo un passo alla volta , sforzandoci di farlo riusciremo ad avere sempre la vista più nitida verso il fosso , verso quello che realmente è.

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Fare un buco nella bolla

lo zoloft sta facendo il suo effetto , mi sta facendo stare in piedi ( per ora ) ma ieri è stata una giornata un po’ ni , nel senso che sentivo varie oscilazzioni dell’umore , a volte un po’ su , a volte un po giù . Mi bastava un pensiero negativo , solo uno , per entrare in una spirale di negatività e di umore nero che mi accomagnava per varie ore della giornata e mi costringeva a stare in casa . Comunque ieri sera ho chiamato il telefono amico , per avere un po’ di compagnia e parlare un po’ dei miei problemi con qualcuno , sfogarmi un po’ insomma . E ho trovato dall’altra parte del telefono una ragazza gentilissima in grado di ascoltarmi e capire i miei sentimenti e le mie emozioni e di farmi le domande giuste . Gli ho spiegato che io vivo come dentro una bolla ed è un po’ la causa della mia depressione , che non riesco a fare cose semplici come andare a fare la spesa , più che altro a partire, per ansia e disagio sociale che provo . Lei , è stata molto comprensiva nel suo ascolto , e , a fine telefonata mi ha augurato di riuscire a fare un piccolo buco nella mia bolla , per riuscire ad uscire dalla mia situazione .
mi ha anche chiesto : “cosa potresti fare per fare questo buchino ?”
io ho risposto e rispondo tutt’ora che sinceramente non lo so , è una risposta troppo difficile da dare , certo ho contatti con l’esterno andando dallo psicologo psichiatra e facendo pianoforte , però non saprei come fare un buco , anche perchè è soprattutto uno stato mentale questa bolla , cioè uno stato in cui ti senti mentalmente rinchiuso così , dentro nelle 4 mura di casa e non esci nel mondo . io ne vorrei uscire fuori , avere un lavoro , delle frequentazioni ,delle amicizie fare più attività ma per le mie paure mi adagio per l’appunto nella bolla , che sarebbe casa mia , perchè vedo casa mia come un luogo sicuro e il mondo la fuori mi pare un posto brutto e cattivo , una grande macchina fatta di persone con un identità oscura , pronta ad atttaccarmi. Allora prima di tutto ho bisogno di cambiare la mia visione del mondo , e di lasciare perdere le esperienze che ho fatto in passato , che son state soprattuto negative , ho bisogno di fare nuove esperienze , più positive , ma tralasciando quelle brutte , metterle in un cassetto e andare avanti . Certo ho fatto anche delle esperienze belle , ma chissà come mai , il nostro cervello ci ricorda sopratutto le più brutte…

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Una vita di speranza

“Una giornata di speranza
Accende il mondo come l’alba
Anche con il vento contro
E le onde che toccano il cielo
Una vita di speranza
Bussa forte ad ogni porta
E ci spinge a riva ai piedi di un gran nuovo giorno
Con dietro il mare sopra il cielo “

John kennedy – Dari

Allora , l’antidepressivo che mi ha prescritto il medico sta iniziando a fare il suo effetto , mi sento un pochino meglio , anche se quando solo 13 e 30 avverto ancora una grande stanchezza e mi devo ributtare 2 ore nel letto , ma a parte questo sono tornato un po a lavorare con mio padre . Sento che i pensieri negativi non mi scalfiscono più di tanto , cioè un po si , ma io riesco a metterli da parte e a tirare dritto per la mia rotta . Il mio obbiettivo nella vita è avere una indipendenza economica e riuscire a fare tante cose che prima non riuscivo a fare , uscire un po’ dalla bolla di casa mia diciamo , come scrivevo in un precedente articolo . Mi piacerebbe fare tante esperienze nella vita , cose che prima d’ora non ho mai fatto , ma per fare questo servono molto energie ,che non devo prendere solo dagli antidepressivi ma anche da dentro di me , dalla mia autostima , che devo coltivare ,come una piantina , va coltivata , va annaffiata , con ostinazione ma senza dargli troppa acqua se no rischia di inzupparsi tutta e di morire . Detto questo oggi è un nuovo giorno e spero di esser pronto a partire , per una vita di speranza , di non farmi abbattere troppo dalle difficoltà e di riuscire a fare le cose .

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Errori da non commettere

In questi ultimi 2 giorni ho fatto molto affidamento su mio padre , non solo a livello materiale , m anche a livello psicologico , sta di fatto che stamattina è accaduto qualche cosa. Mio padre come qualcuno di voi sa è un uomo che ha raggiunto ormai la soglia dei suoi 60 anni e sente un po’ di acciacchi quando si alza al mattino . Sta di fatto che lo vedo alzarsi dal letto e penso ” ma questo ormai è vecchio !” nel senso che non posso più fare solo ed esclusivamente affidamento su di lui , devo prendermi cura di me stesso anche da solo . Il problema dove sta ? il problema sta , che sono andato giù sul momento , e mi sono fiondato su un pezzo di pane e mortadella e lo ingurgitato come se non ci fosse un domani , cercando di sopprimere quelle che erano le mie emozioni negative , riguardo al fatto che in questo momento non sarei stato in grado di prendermi cura da solo di me stesso a livello psicologico e materiale e così ho mangiato. Arriva un momento nella vita per tutti noi dove dobbiamo abbandonare il nostro grembo materno familiare , e rinchiuderci in qualche dipendenza (cibo , alcol, ecc.. ) per sfuggire a noi stessi e alle nostre responsabilità non aiuta . Anche se in questo momento ho la depressine e mi abbatto di fronte quelli che sembrano pensieri negativi , del tipo ” come farò a prendermi cura di me stesso in futuro ?” , non mi devo abbattere , perchè quel giorno arriverà anche per me ,e spero con tutte le mie forze di avere le risorse e di essere già uscito da questo tunnel.

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Una giornata di speranza

Quel giorno , quella mattinata , attendevo l’alba speranzoso che un nuovo giorno iniziasse , perchè un nuovo giorno per me era come un avventura . Ero intento a fumarmi una sigaretta ,e, dopo averla accesa , ad ogni boccata , ad ogni tiro aspettavo che il sole sorgesse e che mi illuminasse la punta delle dita . Il sole che sorge per me era come un simbolo , simbolo di qualcosa di nuovo che sta per nascere , come una mamma gatta che da al mondo i suoi cuccioli ed essi dopo poche settimane di vita , sono subito curiosi di essa , si stupiscono di ogni cosa . Anche io volevo essere così giorno , dopo giorno , attendere il sole per esserne curioso , ed essere curioso nei confronti della vita , come fanno per l’appunto i piccoli mammiferi . Sapevo che quando il sole sarebbe stato alto nel cielo avrei incontrato qualche difficolta , al suo punto più alto senza un adeguata protezione avrei rischiato di scottarmi , oppure avrei rischiato che se ne andasse trasportato da nubifragi , ma questo non importava , no, non importava perchè esso torna sempre , ad illuminarti con il suo calore , a farti vedere che oltre le tenebre c’è la luce . e quando la sera se ne sarebbe andato ci sarebbe stato la sorella luna a farmi compagnia , con la sua seppur più flebile luce ad accarezzarmi i sogni per farmi riposare e dormire meglio. Ma il giorno dopo lui sarebbe stato li , pronto a ripartire per accarezzarmi di nuovo la pelle con i suoi luminescenti raggi e in pista a darmi calore ed energia.

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Il problema

Uno dei problemi fondamentali della depressione e che a volte ci si isola o si sta in solitudine o ci si sente isolati . Quando in passato ne ho sofferto ancora ed era viva mia madre anche se ero molto attaccato al suo “cordone ombelicale ” era lei che mi dava man forte e mi faceva compagnia nei momenti più bui . Ora passo la mia maggior parte del tempo da solo , e questo è un male. Oggi per fortuna mi è venuta a trovare mia sorella , abbiamo fatto le castagne e abbiamo parlato un po’ del più è del meno , sembrava quasi che la depressione non ci fosse in certi momenti o che si fosse quasi allontanata da me , io sorridevo nel raccontargli le cose e a tratti mi emozionavo . Mia sorella è una tipa veramente in gamba , che sa cavarmela nel momento di difficolta , se mi dovessi ispirare ad una persona mi ispirerei a lei per la sua forza e la sua tenacia , non di certo a quegli ideali che ci sono sulle riviste. Detto questo la ringrazio molte per essermi venuta a trovare , grazie a lei oggi pomeriggio sono riuscito ad alzarmi prima dal letto , abbiamo riso e scherzato e di questo ne sono molto felice, ed è sempre pronta ad aiutre il prossimo.

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Semplicemente, scrivere…

Oggi è un giorno particolarmente freddo sia di pensieri che fuori , un giorno dove il sole risplende . Ma benedetto il momento in cui scrivo , perchè le mie ansie che prendono vita sulla tastiera in quel momento sembrano andare via , le elaboro , le faccio mie , quando scrivo un articolo e lo finisco mi sento meglio , vorrei scrivere di continuo , scrivere un libro magari , ma non saprei cosa dire . Troppe poche esperienze di vita . Benedetto il momento in cui scrivo , perchè mi sento padrone di me stesso e della mia vita , tutto coincide in una sola forma , quella della scrittura per l’appunto e anche se in pochi mi leggono , beh fa niente , che siano in pochi . Meglio avere qualche granellino d’oro in un pugno di sabbia , che non avere niente in un pugno di cenere. La scrittura è forma di se , complessa , talvolta , che da spazio ad idee che abbiamo in testa , idee , che poi buttiamo giù che prendono forma attraverso i caratteri che ci insegnano a scuola fin da quando siamo bambini , saper leggere e scrivere è una grande ricchezza , che ci dobbiamo portare sempre nel cuore . Scrivere è anche, ed è , soprattutto uno sfogo , uno sfogo per se stessi , un bisogno fisiologico oserei dire , chi mi manda a cagare dovrebbe mandarmi a scrivere xD . Scrivere è un atto d’amore verso se stessi perchè scrivendo affidi il tuo cuore al lettore o alla carta , imprimi qualcosa che resterà per sempre ( o quasi ) inciso da qualche parte, a meno che non lo stracci o non lo butti via . Scrivere aiuta tantissimo , sia che tu stia scrivendo qualcosa di positivo , sia che tu stia scrivendo qualcosa di negativo (apparentemente ) perchè anche dal letame nascono i fior, e quindi anche dalla scrittura di qualcosa che per l’appunto sembra negativo , come un mio articolo sulla depressione possono crearsi idee spunti , interrogativi (in me ) su come fare a stare meglio , oppure può essere liberatorio nel momento della scrittura . Quando mi metto alla tastiera mi sento padrone del mio mondo , dei miei spazi , del mio io , nessuno mi può intaccare , è un momento attivo , di attività celebrale con me stesso e per me stesso , una delle poche cose che mi fa stare realmente bene .

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La bolla

Ebbene si casa mia è come una bolla , ma in che senso ? una bolla che mi protegge dal mondo. Io vedo il mondo come qualcosa di ostile , le poche esperienze che ho fatto fuori sono state tutte ( o quasi) esperienze negative , a cominciare dalla scuola e il suo bullismo , quindi e quasi normale che veda casa mia come un senso di protezione e che mi ci rinchiuda dentro . Adesso come adesso è roccaforte della mia depressione e il letto è il suo baluardo , anche se ci sto lottando per uscirne il più possibile , e sto lottando contro questo male di vivere che haimè come ben sapete è ritornato. Mia madre mi ha tenuto , i miei genitori mi hanno tenuto a lungo dentro questa bolla , ricordo quando ero piccolo se non volevo andare a calcio o a nuoto anzichè sedere ad un tavolo e parlarne tranquillamente loro lasciavano quasi subito perdere , oppure mi trascinavano con la forza e ottenevano il risultato contrario , non ci andavo più , in tal modo non ho potuto fare esperienze positive e sono rimasto sempre incastrato in questa bolla. Non voglio dare colpa ai miei genitori , sto solo parlando di dati di realtà , dati che tutt’oggi mi tengono a freno da fare nuove esperienze , anche se ora come ora sto andando a pianoforte , è vero . e un anno fa ho completato un corso di social skills , ma allora stavo meglio. Fatto sta che la bolla è come un arma a doppio taglio da un lato sembra proteggerti dalle avversità del mondo dall’altro lato , ti porta sempre più giù a chiuderti in te stesso a porti domande del tipo: ” chi sono io? ” , perchè se non ti confronti con gli altri , non saprai mai chi sei , e così entri in un circolo vizioso. E poi gli anni spesi a mangiare infinità di cibo , ad ingurgitare , per sopprimere le tue emozioni , perchè nessuno ti ha insegnato a cavarle fuori , in casa mia non vi era dialogo a tavola , parlava solo la televisione , ed io ho assorbito questo meccanismo per l’appunto imparando a mangiare . Solo ora mi rendo conto che un po’ di rabbia repressa c’è l’ho , sfogata male , le notti fino a qualche anno fa , prima della morte di mamma , alzarmi alle 2-3 di notte aprendo il frigo e ingurgitando tutto quello che trovavo , rabbia , rancore , una vita mai vissuta che sfogavo sul cibo e che ora sfogo su me stesso tramite la depressione .

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Metodi alternativi (o quasi ) per stare meglio

In questi giorni , queste ultime settimane in qui sono ripiombato nel baratro , devo dirlo , non mi dovrei vergognare a dirlo , ma un po’ mi vergogno , ma mi sto affidando alla preghiera per cercare di lenire il dolore che mi porto dentro , e cosi da solo o con mio padre dico una coroncina che mi ha lasciato mia madre prima di morire . E non so se è la preghiera o l’effetto dei farmaci ( se è la mia maggiore costanza nel prenderli ) ma sta di fatto che io non passo più 12 ore nel letto e mi lamento di meno e piango meno spesso. Sarà anche per gli impegni avuti fuori , lo psichiatra , lo psicologo , il pianoforte. ma quelli sono mattutini. Il mio problema sorge circa a mezzogiorno ( mi sveglio alle 6 ) quando mi viene un gran sonno , e io mi ributto nel letto e faccio fatica ad abbandonarlo però per esempio ieri mi sono riuscito a rialzare alle 18 , oggi alle 17, anzichè farmela di filata fino alle 4 del mattino . Certo è che quando sono nel letto mi viene un forte dolore al braccio o alle braccia per l’ansia , come l’ho avuto quando sono stato ricoverato ed è più difficile alzarsi , ma l’importante credo sia alzarsi durante la giornata. E che se sia la preghiera chi mi aiuti o no questo non lo so , io continuerò a pregare , non costa nulla e mi ruba solo 2 minuti del mio tempo. La strada per uscirne fuori è lunga certo , ma con costanza ed impegno ed avendo fiducia in se stessi ce la si può fare .

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Paure e consapevolezze

Questo articolo lo scrivo più per me che per voi , vivo con la consapevolezza che un giorno mio padre se ne andrà , e questo mi fa stare male moltissimo raggiunta la soglia dei suoi ormai 60anni , e la situazione del covid non aiuta , visto che sento persone di 50 anni e più morire. Il fatto è che io per i problemi che mi porto dietro di depressione sin da quando avevo 15 anni (con un andamento altalenante ) non sono mai uscito fuori di casa nel mondo , a 17 anni ho abbondonato la scuola , e quei pochi tentativi che ho provato a fare sono andati tutti con i remi in barca . La mia paura più grande che si trasforma nel pomeriggio ad un simil disturbo ossessivo che mi tortura la mente e me la rosicchia come un topolino fa con un filo di spago è ; come farò a prendermi cura di me quando lui non ci sarà più ? , io dovrò prendermi cura di me stesso quando lui non ci sarà più , ma avrò le risorse necessarie non essendo mai uscito nel mondo ? chiaramente sono molto spaventato , tutt’al più se questo dovesse succedere nell’immediato , con io che ho le gomme a terra in questo momento e in certi momenti faccio fatica a stare in piedi dal letto , sarebbe un disastro , anche per quanto riguarda la gestione della sua azienda , non c’è la farai a prenderla in mano di nuovo , non così con le poche forze che mi rimangono . Certo in passato ho dimostrato di avere delle grandi risorse ( e non lo dico per vantarmi ) nel senso che quando l’ho trovato in un letto colpito da un ictus ho saputo prendere in mano la sua attività e cavarmela da solo per più di 2 mesi , ma li stavo meglio , non come adesso . Torno a ripetere , tutto questo mi spaventa molto , e mi impedisce di fare le cose che mi piacciono normalmente , di avere sogni e progetti , mi stanco facilmente e magari come ben sapete mi butto in un letto , chissà magari scriverlo mi aiuterà ad elaborarlo meglio…

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Lontano da ogni forma di malinconia e i modelli imposti dalla nostra società

E’ vero mi mancavano 2 donne al mondo che se ne sono andate , una era mia madre che purtroppo è morta , e un ‘altra era una ragazza che purtroppo si è allontanata da me . Ma mia sorella mi ha insegnato che le persone se ne vanno in questo mondo , alcune muoiono alcune per l’appunto si allontano , o se sono fidanzati /fidanzate ti lasciano , o ti possono lasciare . Quindi lontano da ogni forma di malinconia… Oggi c’è il sole che brilla sui campi , è un nuovo giorno , prendiamo il meglio da noi stessi facciamo un bel respiro ( anche a livello mentale , e andiamo avanti ) perchè anche se queste persone non ci sono più la vita vale la pena di esser vissuta , a pieni polmoni . Occorre elaborare il lutto , perchè dobbiamo vivere anzitutto per noi stessi , per le cose che ci piacciono , e per sopravvivere alle avversità della vita . Gli ostacoli non vanno aggirati ma superati , anche se piano piano ci mettiamo più degli altri non ci dobbiamo spaventare perchè ognuno ha i suoi tempi , i tempi che ci impone la società con i suoi standard di elevata qualità impreziositi da falsi diamanti che sembrano luccicare ma che da vicino si rivelano come sabbia di deserto non ci devono appartenere , sono dei miti , che per l’appunto , ci hanno imposto , modelli da seguire , che non vanno seguiti , certo si, ne possiamo prendere spunto , ma non vanno seguiti , rischiamo di farci del male . Perchè sono come miraggi nel deserto , più ci si avvicina ad essi più ci si allontana dal proprio centro di gravità , un conto è dire mi metto in forma per seguire uno stile di vita sano ed adeguato , un altro e arrivare a “copiare” determinati influencer nei propri stili di vita abbandonando la parte più intima di noi ,i nostri desideri , e le nostre passioni . A tutti ad una certa età piacerebbe essere famosi , ma come diceva un certo ragazzo che è diventato beato da poco “tutti nasciamo come degli originali , ma molti muoiono come fotocopie “.

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La sigla di hunter x hunter (per come la vedo io )

“E quando sorge il sole…ti batte forte il cuore
Seguendo il tuo destino
Hunter Hunter tu…sei un vero cacciatore
Nel buio della notte…si sveglia l’universo
Un sogno da inseguire
Hunter Hunter tu sei un grande cacciatore!”

Questo è un pezzo della sigla di hunter x hunter , un anime che vedevo da piccolo . Riascoltandola stamattina mi sono soffermato sulle prime parole ; “E quando sorge il sole…ti batte forte il cuore” . E’ da un po’ di giorni che qua dove vivo io, tutto è avvolto nella nebbia al mattino e non vedo sorgere il sole , questo mi intristisce molto , perchè ne da una metafora con la mia depressione . Tutto per l’appunto è avvolto da una fitta nebbia e non c’è sole nel mio cuore , non vedo dove metto i piedi e non so che direzione prendere . Bellissima poi la frase ; “Nel buio della notte…si sveglia l’universo” . Mi da un senso di magia un senso estivo , che dalle tenebre si può risorgere , questa frase l’attribuisco ad un significato profondo alla mia depressione , nel senso che anche nel più profondo buio notturno si può sveglia l’universo che c’è in te . Lo so non c’entra un caz*o con la sigla in se ma a me piace attribuire significati a me stesso anche quando non ce ne sono ! Poi nella sigla ci sono altre frasi che secondo me rispecchiano e sono un po’ una metafora della vita , del nostro cammino di ognuno di noi :
Non ti puoi mai fermare! E dovrai camminare
Cadere nel vuoto
Passare attraverso le cascate di fuoco
Contare soltanto sulla voglia e il coraggio
Di metterti in gioco per scoprire che…

Questa è la tua natura
(questa è la tua natura)
L’ignoto e l’avventura

Quando dice ; “questa è la tua natura “, per come la vedo io si riferisce alla natura intrinseca di ogni essere umano , quella avvolta dal mistero , quella segreta che come bozzolo aspetta di diventare farfalla , quella della metamorfosi per l’appunto, di chi l’ha già compiuta e di chi aspetta di compierla.


Come potete vedere dietro alla mia corazza da persona depressa si nasconde anche un sognatore ad occhi aperti , come dicevo in un articolo poco tempo fa . Una persona che aspetta di spiccare il volo , ma che deve trovare ancora lsd, non la droga , xD , ma la sua dimensione…

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Come colorare la propria vita

Ieri giornata nera , nerissima , io che mi sentivo come miele attorno ad un formicaio di nerissime formiche , ma qui di dolce non vi era niente. Ero distrutto dai pensieri negativi ( lo sono un po’ anche ora ) mi porto gli strascichi di una vita che non vuol più ripartire .Nel letto dalle 16 fino alle 4 di stamattina … , che bassezza che tristezza che delusione , quando con la psicologa ci eravamo dati proprio l’obbiettivo di restare in piedi , unico obbiettivo . Ma quando per l’appunto , sei divorato dai tuoi pensieri negativi l’unica cosa che ti viene in mente da fare è chiuderti in quel letto e sopprimere col sonno i tuoi pensieri , anche se questi al tuo risveglio torneranno. Io voglio degli amici , socializzare , ma non riesco a fare le cose più banali . come per esempio stare su dal letto e questo mi fa venire una rabbia immensa . Come faccio a costruire la casa dalle fondamenta se voglio partire dal tetto ? Non è possibile , infatti ieri mia sorella che non vive più con noi mi fa “vai a fare la spesa ” ,crisi di ansia , non mi sento in grado penso io , mi re infilo nel letto . Ad un certo punto sento come un energia che mi fa vestire e sono quasi convinto di andare a fare , ma niente da fare , altra crisi di ansia , mi ributto nel letto . Ci sto fino alle 4 di stamane per l’appunto. Allora mi sveglio e mi dico qua c’è un problema di fondo , devo colorare la mia vita , ma non mi sento gli strumenti necessari per farlo , non so proprio come fare . Stare in piedi semplicemente non mi basta , se poi devo essere attaccato anche da pensieri negativi allora ecco che mi sale il nervosismo . Ci mettiamo in mezzo come condimento anche il fattore di una pandemia a livello globale che non puoi fare tante attività e via il piatto è pronto ! Voglio essere chiaro con voi , a me non piace stare così , io non scrivo queste righe per lamentarmi , ma per sfogarmi , io vorrei uscire subito da questa situazione , quest’estate non stavo così male , riuscivo a fare le cose e anche se in precedenza mi era capitato di stare nel letto non avrei mai pensato ad un ritiro sociale del genere , non mi è mai capitato di passare 12 ore di fila in un letto schiacciato da quelli che sono i miei problemi , questa è una cosa molto grave per me . Se non bastano le lezioni di piano a colorare la mia vita , andare dalla psicologa, dallo psichiatra e dall’assistente sociale per tentare di risolvere i miei problemi , dove cavolo devo sbattere la testa ? ho molta fretta di uscire da questa situazione è vero , perchè ci sono stato immerso come in una pozza di sabbie mobili dentro per anni , e non voglio rimanerci ancora a lungo , ma se non riesco a fare le cose che per altri sembrano banali come stare in piedi da un letto , ma che per me sono difficilissime . non so proprio come fare…

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Sognare ad occhi aperti

Sono già le 6 del mattino , poco fa ascoltavo su spotify , yann tiersen , la colonna sonora del favoloso mondo di Amelie . Che subito casa mia immersa ancora in quel buio mattutino e con le luci di casa accesse sembrava aver preso dentro di me una certa atmosfera parigina ! Imagginavo che fuori dalla finestra vi fosse la torre eiffel , e sotto la mia abitazione che nel mio vivido sogno era un appartamentino che dava sulla torre per l’appunto , ci fosse un panettiere che lavorasse a qualche pastarella calda da consegnare al bar accanto , per i primi arrvi dei turisti, e della gente del luogo. Alle prime luci del mattino sarebbero usciti dalle loro case , e con la pancia vuota si sarebbero diretti verso il bar , che non so come si dice in francese , ma vabbè pazienza..
Qualche gatto del posto , avrebbe fatto le fusa pur di avere qualche pezzo di croissant da mangiare , anch’esso con la pancia vuota dal giorno prima , deluso per non esser riuscito a prender nemmeno un topolino.
Naturalmente per la verità questo è un costrutto positivo che ha fatto la mia mente ora che sto scrivendo , io mentre ascoltavo i pezzi di yann , mi immaginavo poco e nulla di parigi , ma quel poco era piacevole ravvivato dalla musica , tanto da farmi fiondare sulla tastira a sbatterci le mani !

Sognare per me è una cosa importantissima , ti permette di vivere in un senza tempo magico , e la musica ti può aiutare a farlo . Anche se poi bisogna tornare alla realtà e stare con i piedi per terra sognare è molto importante perchè di permette di scollegarti un attimo dal mondo reale , e di aggrappati a quello della fantasia , dove si nascondo i desideri , e i desideri si sa possono anche trasmutarsi in realtà , spesso se sono sogni ad occhi aperti positivi . Iniziare la giornata quindi con un bel sogno ad occhi aperti quindi secondo me , fa più che bene , perchè ti permette di distrarti da quelli che sono per un attimo i tuoi problemi , ma allo stesso tempo concedi il lusso a te stesso di iniziare il giorno con un pensiero positivo ! Non smettiamo mai di sognare ad occhi aperti , facciamolo per qualche secondo , ma facciamolo !

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La campagna delle consapevolezze

La campagna oggi sembra avvolta da una nebbia sottile , ricoperta da un manto di freddo che sembra suggestionare il suo tempo. intanto io mi affacciavo inquieto nell’animo mio a quello che sarebbe stato un inverno doloroso forse per la mia anima , giacche ormai stanco dentro , ma non mi perdevo nella mia anima alle forze spoglie degli alberi di quella che sarebbe stata una stagione invernale dolorosa ma allo stesso tempo ricolma di speranza per il mio avvenire. Gli alberi si sa , cambiano le foglie per fare crescere nuovi frutti , e anche io , dentro di me , volevo fare crescere nuovi frutti . Per staccarmi dal grembo vitale della mia famiglia avevo bisogno di prendere il volo ,e , come una madre che lascia che i suoi piccoli imparino per l’appunto a prendere il volo da soli era ormai giunto questo tempo anche per me . Il male di vivere oscuro mi aveva oscurato la mente , ma se era venuto a trovarmi in modo più maturo questa volta , più consapevole di me e della mia realtà vi era un motivo , cioè quello di farmi spiccare il volo una volta per tutte . Sono convinto che più quanto un male sia radicato in noi , più sia lì a farci prendere consapevolezza di noi stessi , non tanto dei nostri limiti , perchè questo male è il primo a darci dei limiti , ma limiti che non esistono , perchè ci mette dei freni che noi non vorremmo avere , barriere e confini che non ci appartengono . Ed è giusto che anche noi tutti come esseri umani spicchiamo il volo e voliamo sulle ali della libertà , e che come unico limite ci poniamo quello di rispettare gli altri , il nostro corpo e noi stessi . Talvolta facciamo del male a noi stessi in primis perchè non sappiamo dove andare a parare , nel senso non sappiamo più che strada prendere, allora tutta la rabbia la scateniamo contro di noi , contro noi stessi per l’appunto , ma questo porta solo disastri , porta solo alla sofferenze , non alla pace interiore . A volte e bene tirare un lungo respiro e buttare tutto quello che abbiamo dentro , vedere il dolore che ci portiamo come un opportunità , si un opportunità , per risalire alla sorgente del divenire , dell’essere . Il grande peso che ci portiamo dentro non è li per caso ma è per farci dire ” non stai vivendo la tua vita per quello che sei , devi abbandonare il vecchio te , devi compiere una metamorfosi !”. E noi siamo chiamati proprio a fare questo , siamo in continua metamorfosi , chi si ammala lo fa in qualche modo per risorgere , per abbandonare una vita che non gli apparteneva più . Io sono convinto di essermi ammalato proprio per questo perchè dovevo abbandonare il bambino che c’era in me e diventare l’adulto che sono ora , ma non sentendomi gli strumenti necessari per l’adattamento alla vita sono andato giù . Ma ora è il tempo di compiere un cambiamento, ognuno ha i suoi tempi , ognuno ha i suoi spazi , ognuno ha il suo percorso da fare , il suo cammino , è proprio questo il bello , ogni essere vivente nel mondo ha una storia da raccontare diversa da quella degli altri , e io a modo mio voglio vivere la mia.

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Il campo della mente

“Ed io che vado al largo
Lascio tutto quanto alle mie spalle
Anche se sto affondando
Non chiedo una mano
Mi ricamo le ferite
Sono un drago, una fenice
Bramo essere felice”
Cranio randagio PxV

Questa è una strofa di un pezzo che lascerò qua sotto al quale sono particolarmente legato. Stamattina mi sono svegliato di buon umore , come tutte le mattine d’altronde , ( umore che poi si fa sempre più calante in giornata ). Comunque stamattina appena alzato mi sono detto : “Voglio piantare i semi per il mio domani , per far crescere piantine, che poi diventeranno rigogliosi e robusti alberi ” . Questo cosa vuol dire ? semplicemente che voglio costruire il mio futuro , ma che non so da dove partire , non so da dove prenderli i semi , certo credo che ognuno di noi abbia dei semi dentro se stesso , ma quando vivi con troppe paturnie nella testa è difficile che il terreno sia spoglio.
E’ come avere a disposizione un campo di grano per seminare e la mente è per l’appunto il campo , il campo è pieno di erbacce , e che fatica strapparle via una ad una , se poi quelle ricrescono più rigogliose e forti di prima…
Non riesci neanche a concentrarti sui semi che hai in saccoccia perchè sei troppo impegnato a guardare il campo rovinato e distrutto per l’appunto dalle erbacce , occorre calmare la mente . ma si fa fatica perchè la routine diventa sempre quella descritta in altri articoli , insomma un gran casino..

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Il viaggio in autobus

Oggi non ho voglia di scrivere nulla di impegnativo , nulla che mi tenga impegnata la mente , nulla che mi sforzi troppo a sforzarmi troppo a pensare ad uscire da questa benedetta casa. Voglio solo soffermarmi a scorgere il dipinto della natura che si presenta qui davanti a me alle 7 del mattino , i primi raggi del sole che illuminano la terra nel sacro silenzio della campagna in una quiete domenicale . Ricordo precisamente 8 anni fa giorni come questi , mamma era ancora viva e io dovevo andare a scuola , non era di certo domenica , ma il clima che si respirava nell’aria era questo ( non quello del covid , clima di temperatura intendo ) . La sveglia la mattina presto il freddo nelle mani , la vecchia fiat uno che si metteva in moto per accompagnarmi alla stazione per poi per l’appunto prendere il bus . Ricordo bene quel sole mattutino di novembre , che delineava le campagne ,e noi studenti lo attraversavamo col bus io mi sedevo in un angolo vicino al finestrino ad osservare proprio questo sole che mi stupiva , che col suo bagliore veniva fuori dalla notte e portava con se già dall’ora gli scazzi di quelli che sarebbero stati purtroppo per me una giornata no , si perchè a scuola mi aspettavano le solite mansioni che non mi piacevano fare , in quell’istituto professionale , e poi la cosa più grave . il bullismo. Ma intanto la mia parte preferita rimaneva il viaggio , quel viaggio che per me non aveva destinazione , prima di arrivare all’altra stazione , perchè io volavo con la fantasia , immaginavo di avere amici , una ragazza , cose così che vorrebbero tutti i ragazzi di quell’età , e riguardando questo sole che spunta e che bacia le campagne con il suo piccolo e timido calore ci ripenso ancora a quel viaggio in autobus e a quei mondi colorati che mi creavo nella mia fantasia , quelle poche volte in cui riuscivo d andare a scuola…

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Il fiore tra i gusci di castagne

Un giorno un giovane camminava per un castagneto inquieto ed isolato nel suo mondo interiore , non riusciva a raccogliere le castagne con i suoi amici perchè pensava che fossero tutte marce e andate a male e che il tempo delle castagne fosse ormai giunto al termine. Ad un certo punto gli si avvicino un anziana signora , quest’anziana signora aveva un maglione color lilla , era bassina ed aveva un seno prosperoso ed un fisico in carne . Passeggiarono nel castagneto nel silenzio di quella quiete ma lui continuò ad essere inquieto immerso nella montagna dello tsunami di quelli che erano i suoi pensieri . Ad un certo punto l’anziana signora chiese al ragazzo : ” oh giovane come mai sei così inquieto ? , ci troviamo immersi nella natura più agiata e nemmeno qua riesci a calmare il flusso dei tuoi pensieri ? ” il giovane era stupito che l’anziana era riuscita a cogliere il suo stato d’animo , forse , lui pensava , lo aveva colto dal viso. esso gli rispose ” si ci troviamo immersi nella natura è vero , ma è proprio in questa grazia che mi vengono più a trovare i miei pensieri , perchè è nel silenzio della natura che mi si affollano più nella mente concetti e idee bizzarri e paranoie sulla mia vita . L’anziana non disse nulla , non gli chiese quali fossero questi concetti , queste idee queste paranoie , semplicemente porto l’attenzione del ragazzo ad un fiore , un unico fiore che cresceva fra i gusci di castagne e disse : ” vedi questo fiore ? è cresciuto fra i gusci delle castagne , l’unico fiore in tutto il campo che è riuscito a crescere , la tua mente dev’è essere come questo fiore , se c’è un pensiero positivo aggrappati ad esso e coltivalo , vedrai che esso fiorirà fra i gusci spinosi delle castagne e si nutrirà della luce che passa fra i castagneti . il ragazzo rimase colpito da quella metafora e osservo per vario tempo il fiore , gli fece anche una foto per ricordarselo , quando tornò alla realtà l’anziana non c’era più si era volatilizzata nel nulla , poco importava se fosse stato uno spirito della natura o una persona reale , l’importante era quello che gli aveva insegnato .

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Il mio momento magico ed i pensieri (negativi)

C’è un orario che preferisco durante la giornata , è quello nel quale mi sveglio , ovvero dalle 6 alle 7 del mattino . Mi sento come padrone di casa mia perchè mio padre dorme ancora , e mentre il freddo imperversa sulle mie mani io sono qui per l’appunto stamane a scrivere qualcosa , non so di nuovo precisamente cosa , ma vabbè poco importa , qualche cosa ne verrà fuori . Dicevo , mi sveglio prendo il mio caffè metto le cuffie con la la mia playlist di spotify preferita ( dove in mezzo c’è anche rancore , il mio rapper preferito ) ed entro in uno status di sicurezza di calma e quasi di pace interiore . Poi arriva il giorno ed ahimè arrivano le insicurezze e le ansie sulla mia vita , che non voglio stare qui a spiegarvi . Sto solo a dirvi che i mostri che avevo messo sotto al letto a dormire si svegliano anche loro e mi vengono a prendere da dietro la schiena e si infilano nel cervello ..
E’ come se durante il giorno si attivassero tutti quei meccanismi che la notte erano spenti e che in quell’ora ( dalle 6 alle 7 ) dormivano ancora .
IL quartiere dove abito prende vita , le macchine tornano a scorrere sull’asfalto, in un rapido movimento suonano anche i clacson delle auto senza un motivo , visto che le strade non sono particolarmente trafficate qui da me . Insomma dentro la mia testa è come se prima vivessi in mezzo alla campagna poi giù in centro a Milano , bizzarro no ?
si svegliano gli ingranaggi di quello che potrei fare nella mia vita , di come io mi senta impotente ed incapace di fronte ad essa e soprattutto di come devo prendermi la responsabilità di essa . mentre dalle 6alle 7 mi sento ancora padrone del mio mondo , quando sorge il sole e sveglio mio padre mi si affacciano nella mente tutti questi interrogativi . E vado in down , vado giu , come un fiore di carta bagnato dalla pioggia .Quel momento magico finisce si torna alla vita vera , ( vera per modo di dire ) perchè sono solo dei confronti che faccio nella mia testa ancora prima di partire..
E’ un po come immaginarsi un cammino tortuoso senza averlo mai visto prima , senza averci mai dato un occhiata , e partire cosi è veramente difficile , in tutto e per tutto , sia dal fatto di incominciare la giornata sia dal fatto di affrontare i proprio pensieri negativi .
sapete come li affronto i miei pensieri negativi che mi vengono a trovare durante il giorno ? mi ributto nel letto…
ed è sbagliatissimo , perchè il giorno dopo saranno sempre li che ti verranno a trovare alla stessa ora e magari più forti di prima , la possibilità che quei pensieri negativi diventino una realtà mi spaventa talmente tanto che mi paralizzo e la mia mente va giù e mi fa dire ” ok metti nel letto a dormire , almeno non pensi più ” in realtà questo è solo un rimandare il problema , perchè per l’appunto il giorno dopo si ripresentano , e non è che posso continuamente buttarmi nel letto per non affrontarli , dovrei trovare un altra strategia…

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Una sola parola : Depressione

Avere 25 anni, bell’età voi direte , molti mi dicono sei giovanissimo . il fatto che io mi sento vecchio dentro . dopo essermi spinto più in la dei miei confini con un tentativo ; quello di aver re iniziato la scuola serale , non essendoci riuscito per via delle paranoie che mi sono venute per essermi esposto troppo in un contesto sociale . Sono finito in psichiatria , 16 giorni , per curarmi appunto da quelle paranoie , sono tornato a casa molto più depresso di quanto ero quest’estate e mi sono subito ributtato nel letto , incapace di alzarmi , consapevole che mi serve un progetto di vita per andare avanti e degli amici..
Ma è come un cane che si morde la coda , perchè più stai nel letto più queste cose non arrivano . Non è che magicamente mentre ti lamenti nel fondo di un letto sudicio e sfatto arrivano a suonarti alla porta nuovi amici o qualcuno a proporti un nuovo lavoro , non funziona così .
Ma io sinceramente non saprei neanche dove muovermi , mi do sempre addosso come una cane , solo che questa volta non tenta di mordersi la coda ma di rosicchiarsi la gamba , per farsi zoppo . E ci riesco benissimo visto che la mia autostima scende a 0 e in casa non so cosa fare e quindi bum di nuovo giù nel letto. Se provo a fare qualcosa nell’ azienda di mio padre mi sento male a disagio e me ne vado a chiudere in casa . Insomma non proprio un bel periodo questo ritorno alla depressione .. sembrava essere sconfitta quando una settimana prima del lockdown a mio padre venne un ictus e fui costretto a prendere in mano le redini della sua azienda da solo . Gestire i clienti, gestire i soldi , gestire gli ordini che arrivavano e gli ordini che dovevo fare , alzarsi talvolta alle 5 del mattino , per poi tornare a lavorare nel pomeriggio .. Non riesco nemmeno più a fare la dieta , sebbene abbia perso ormai 31 kg dal mio peso massimo . Mi sembra di vivere in una palude stepposa dove sono rallentato e faccio fatica a fare tutto , questa è la mia vita in questo momento e faccio fatica ad accettarlo . Non voglio scrivere questo articolo solo per lamentarmi di me su una finestra del mondo chiamata internet ma per cercare di prendere consapevolezza di quelli che sono i miei limiti in questo momento e dirmi ” ok , per ora è così , posso fare qualcosa per cambiarlo ? , dipende tutto dalla mia autostima . ” Ma avercela almeno quella , sarebbe bello se me la portasse per natale babbo natale giù dal camino , che io il camino non c’è l’ho nemmeno farò un foro nella soffitta m’impegnerò a farlo , ma che dico ? ora sto divagando troppo…