Il mondo è una “giungla” piena di ostacoli.

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Il mondo odierno, la società è una giungla piena di animali selvaggi e piena di ostacoli. E chi vive racchiuso in cameretta propria ai confini di esso, guardandolo da fuori e non interfacciandosi in esso e non confrontandosi con lui non sa minimamente cosa gli aspetta. Lo so bene io, che ho prima rovesciato la mia bolla, come una centrifuga, poi ho cercato di spaccarla e romperla con l’aiuto di terapeuti e “addetti ai lavori “, anche se prima rispondere ad una semplice telefonata sembrava e mi sembra difficile, ora non lo è più . Ma chi c’è dall’altra parte della cornetta ? o sotto casa ad aspettarci ? Gli animali feroci della giungla, ovvero noi quelli a cui sin dal primo giorno di scuola elementare è stato insegnato una cosa : la competizione verso il prossimo. Prendere il voto più alto a scuola, indossare di seguito l’abito migliore , il grembiulino più stirato e pulito,( chi indossava i panni del mercato valeva di meno ), oggi più che mai . Poi il corso per prendere il motorino (ai mie tempi ) oggi i followers su instagram dove facciamo o fanno foto con filtri e finti sorrisi, mettendosi la maschera di una vita felice a feste( quelle che non si possono neanche più fare ) dove si inventava la parte di chi si divertiva di più bevendo alcolici su alcolici , arrivano perfino sino a stordirsi e sentirsi fighi nel farlo. Per un po’ di tempo ho frequentato le discoteche, cercando di invitare le ragazze a ballare , tutto vano in quei locali dove vi era solo una incessante baraonda di musica a ripetizione spaccaorecchie e l’unica cosa che potevi fare era trincare. Ora come ora rimpiango i mie più liberi 20 anni e le mie passeggiate in solitudine per dimagrire ed il “solito” percorso che facevo . Quei 5-10 km al giorno che percorrevo con l’obbiettivo di formarmi le gambe in mezzo alla campagna, qualche cavallo li attorno che correva libero seppur “rinchiuso” da paletti e cordoli, lo invidio tutt’ora è più libero di me. Lui non è costretto a vivere in una giungla , non è costretto a competere, invidio la natura nelle più svariate forme. E sinceramente non capisco neanche tutti quegli anziani che rimpiangono il lavoro, come se solo il lavoro avesse dato un senso alle loro vite. Se questa smania da farmaci mi facesse stare più calmo leggerei molti più libri mi informerei su molte più cose, ho una voglia di lottare che è immensa , molto più , anzi proporzionale a quella che hanno certi miei coetanei nel farsi il culo al lavoro per comprarsi l’ultimo modello di telefonino o pagarsi a rate la bmw per i più poveri, ma pur sempre bmw . E a volte mi chiedo se lo fanno più per competere, per apparire o per una causa fine a se stessa? questa risposta non c’è l’ho in mano , sta di fatto che non voglio essere la macchietta e seguire l’ennesimo influencer circondato da belle tope solo perché ha i soldi, darei solo ragione a quelli idioti degli incel così. Io sogno un modo più vasto più aperto più condivisibile, con l’amor proprio per se stessi e per gli altri. La giungla, lasciamola vicino alla savana, quella vera però da fotografare per il national geographic.

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